FED e prezzi: rischio inflazione?

Prezzi su FED in movimento

La chiusura di stasera dei mercati americani e dei futures ci dirà molto sulla capacità delle borse di assorbire in una giornata di grande rimbalzo dati che segnalano riprese inflazionistiche negli USA.

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Tabella dati macroeconomici USA

    USD Indice dei principali prezzi di produzione (Mensile) (Nov) 0,3% 0,1% 0,5%
    USD Indice dei principali prezzi di produzione (Annuale) (Nov) 2,7% 2,5% 2,6%
    USD IPP (Annuale) (Nov) 2,5% 2,5% 2,9%
    USD IPP (Mensile) (Nov) 0,1% 0,1% 0,6%
    USD Redbook (Mensile) -0,5%   0,8%
    USD Redbook (Annuale) 6,6%   7,0%

Un po’ di inflazione fa bene all’economia. E’ implicita nella stessa natura dei cicli virtuosi che si fondano sulla cosiddetta piena occupazione.

E in questo periodo l’America sta attraversando proprio una di questa fasi di eccellenza economica con livelli di disoccupazione ai minimi storici, e ottimi livelli dei consumi e della produzione.

Dati che portano la crescita del PIL USA a livelli da paese emergente!

Il timing dell’inflazione

Qualche pressione inflazionistica nella fase ascendente del ciclo economico normalmente viene ignorata dalla banche centrali.

Il problema è che ora a detta dei maggiori esperti il picco di crescita è già stato toccato.
Pertanto  la FED non ha tempo da perdere per riportare i tassi in quota.

Questo perché poi dovrà rimaneggiarli al  ribasso per ridare fiato al ciclo che nel frattempo avrà veramente rallentato.

La velocità del rallentamento

Molto dipenderà anche da con quale velocità si svilupperà il rallentamento del ciclo economico americano.

Stando ai dati correnti, compreso il Redbook odierno, parrebbe lecito attendersi una discesa graduale e tutto sommato controllata dell’economia a stelle e strisce.

Gli ottimi dati occupazionali confermano che da vette simili è difficile scendere repentinamente.

I fattori su cui riteniamo si giocherà la partita saranno quindi principalmente esterni.

Oltre al consueto tema della guerra dei dazi con Cina e non solo quello che la FED dovrà contrastare sarà l’impatto delle criticità economiche che stanno man mano attanagliando diversi partner degli Stati Uniti.

Vale dire che se a fronte di un buon andamento interno si verificasse un crollo delle esportazioni non ci sarebbero dazi che tengano a dare nuovo vigore al ciclo economico americano.

Solo la ripartenza delle economie altrui potrà giovare a quella USA che di contro però potrà mantenersi fuori dalle massime criticità proprio anche in ragione della dotazione di tassi di interesse da riabbassare.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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