Fed, Bce e politica monetaria

INTERVISTA A GIAN PIERO TURLETTI

 

ASPETTANDO LA FED, COME VALUTA LE DIVERSE POLITICHE MONETARIE DELLE DUE BANCHE CENTRALI, FED E BCE?

Anche per motivi statutari, Fed e Bce assolvono a funzioni in parte diverse e con modalità diverse.

Molto più ampi i poteri della prima, che ha funzioni non solo relative all’inflazione programmata, ma anche alla crescita economica.

Ne conseguono più ampie possibilità di ricorrere a strumenti diversi, e soprattutto quello di poter intervenire, con politiche monetarie espansive, nella sottoscrizione anche di titoli di stato in fase di emissione.

MA ANCHE LA BCE HA RECENTEMENTE PREVISTO UN PROGRAMMA DI POLITICA MONETARIA ESPANSIVA: QUALI LIMITI, QUALI PROSPETTIVE?

Il programma della Bce, a parte il ribasso dei tassi, punta soprattutto su operazioni di finanziamento a tasso di interesse privilegiato a favore delle banche, sperando che queste siano indotte a riversare la liquidità ottenuta verso l’economia reale.

Tuttavia questo effetto non è così automatico, ed incontra talune resistenze.

A COSA SI RIFERISCE?

Ovviamente, le banche tendono a massimizzare il profitto cercando di contenere al massimo i rischi.

Nel caso dei precedenti LTRO, cioè prestiti effettuati dalla BCE a favore delle banche, queste ultime hanno ad esempio privilegiato l’acquisto di titoli di stato.

Sarebbe quindi opportuno prevedere meccanismi che indirizzino invece gli impieghi verso l’economia reale, come obbligo di restituzione anticipata o tassi più elevati, nel caso i prestiti si indirizzino verso impieghi alternativi.

QUALE POLITICA MONETARIA CI SI ATTENDE DALLA FED?

Vista anche una certa ripresa dell’inflazione, non si tratterà comunque di un ribaltamento dell’attuale politica monetaria, ma probabilmente di una sua rimodulazione, ad esempio tramite acquisti di minori quantità di titoli.

L’effetto sui mercati non dovrebbe portare ad inversioni di tendenza particolarmente significative, salvo cedimento di taluni riferimenti supportivi.

In ogni caso, va osservato che diversi indici azionari si trovano in prossimità di riferimenti resistenziali di un certo rilievo, il che induce ad una certa prudenza.

 

 

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