FED: altri dati macro a sostegno. Bolla dei prezzi in arrivo

La situazione negli Stati Uniti è ormai paradossale con una FED spinta dal Presidente e dalle Borse a tagli dei tassi che i dati macroeconomici ogni giorno di più spingono a considerare inutili se non controproducenti.

Eppure questa è la grottesca situazione che si sta trascinando ormai da qualche mese, con un Trump che, e qui entriamo nell’immaginazione, tifa per dati macro cedenti.

E  che poi probabilmente impreca in pomeriggi come oggi quando i numeri dell’economia confermano che tutto va bene…

Come uscirne?

Intanto vediamo i dati odierni.

Tabella principali dati macroeconomici USA del pomeriggio

Richieste di disoccupazione continua 1.684K 1.690K 1.699K
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione 209K 215K 217K
Media delle richieste sussidio di disoccupazione di 4 settimane 212,25K 212,00K

L’accoppiata settimanale dei dati sulla disoccupazione vede entrambe le componenti uscire sotto le aspettative.

Aspettative, si noti, già posizionate nella fascia record che ormai da lungo tempo viene toccata e ritoccata da livelli occupazionali straordinari.

Tutto quanto serve a confermare la scelta della FED di procedere con cautela sul fronte del taglio dei tassi.

L’occupazione, da cui tutto un ciclo economico si dipana, conferma che anzi proprio non ve ne era nemmeno bisogno di quel 0,25% che ha, tra l’altro, scontentato tutti.

Siamo ai nuovi minimi della disoccupazione dal 1969: un’altra era, un’ altra America ancora in piena costruzione.

Quindi dati che valgono e pesano doppio.

Perché Trump e Borse USA tifano contro e come uscirne? Bolla dei prezzi in arrivo

Del perché Trump dia l’idea di tifare contro e così pure le Borse USA abbiamo già parlato.

Riepiloghiamo brevemente per chi non ci avesse seguito:

– Trump vuole monetizzare l’euforia sul ciclo economico e sulle Borse fra poco più di una anno quando sarà in campagna elettorale…

– le Borse sono da mesi a ritoccare massimi storici che scontano già un buon rapporto di P/E, salire oltre vorrebbe dire andare verso eccessi dei prezzi che renderebbero i dividendi azionari poco remunerativi.

Ecco perché i tagli dei tassi della FED, diminuendo il costo per finanziare le leve,  sono benzina sul fuoco dei prezzi.

Di fatto ad ogni quarto di punto tagliato risale l’appetibilità delle azioni quotate per il minor costo del denaro preso a prestito per acquistarle.

Come se ne esce? Semplice o vengono fatti tagli dei tassi che, coi dati macro attuali, paiono insensati, oppure, dopo quasi vent’anni, torneremo a pasteggiare in Borsa in una vera e propria bolla dei prezzi.

Previsione temporale: massimo entro il 2020, che come numero suona anche melodico ed appropriato.

Esplosione rialzista che per inciso sta comunque covando sotto la cenere.

Se infatti anche questo ribasso non arriverà a far paura alla massa, ecco che al primo risalire dei prezzi molti investitori della domenica si convinceranno che il peggio è alle spalle.

E quando arriva il parco buoi parte la bolla, tutto salirà senza più nessuna correlazione a utili e tagli dei tassi!

Per qualche mese (o settimana dipenderà dalla velocità della crescita ) ci sarà da divertirsi…

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