Febbre, nausea ma anche diarrea e stanchezza uniti a dolori ai muscoli potrebbero confondersi con l’influenza ma attenzione anche a cosa abbiamo mangiato

I casi negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti. Stiamo parlando del batterio della Listeria, che contamina diversi tipi di alimenti. Non di rado arriva la notizia di ritiro dal mercato di qualche prodotto o lotto contaminato su segnalazione del Ministero della Salute. Per prima cosa è la GDO e poi sono i rivenditori ad occuparsi del ritiro dagli scaffali. Se dovessimo aver acquistato uno dei prodotti richiamati ricordiamoci sempre di riportarlo al punto vendita oppure al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Azienda Sanitaria Locale.

Febbre, nausea ma anche diarrea e stanchezza uniti a dolori ai muscoli potrebbero confondersi con l’influenza ma attenzione anche a cosa abbiamo mangiato

Che cos’è la Listeria? Questo batterio, propriamente Listeria monocytogenes, è presente nell’acqua, nel suolo o nelle verdure. Tramite questi elementi può infettare anche gli animali, compresi quelli da allevamento. La Listeria solitamente può esser rilevata in cibi poco o non cotti e i formaggi da latte non pastorizzato. Ad esempio nelle tartare di carne oppure in alimenti refrigerati o surgelati. Solo ad inizio marzo il Ministero ha richiamato dei lotti di mazzancolle surgelate. Questo accade perché è un batterio che resiste a temperature molto basse ed invece perisce sopra i 65°. Si consiglia infatti sempre di cuocere bene i cibi.

La Listeria è abbastanza insidiosa perché bastano solo 100 cellule per grammo di cibo contaminato ingerito a provocare l’infezione. Basta, cioè, una carica batterica minima per contrarla.

Quali sintomi provoca un’infezione da Listeria o listeriosi?

Purtroppo la diagnosi non può essere molto tempestiva. Può, infatti, esserci una reazione immediata con episodi di diarrea ma l’infezione potrebbe proseguire. La forma invasiva è quella che preoccupa di più perché può manifestarsi 30 giorni e fino a 70 giorni dopo l’ingestione del cibo contaminato. In questo caso si potrebbero avere febbre, dolore muscolare diarrea e nausea e, se arriva al sistema nervoso, irrigidimento del collo, perdita di equilibrio e mal di testa.

Va detto che nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve con la reazione gastroenterica senza ulteriori complicazioni. I soggetti più a rischio sarebbero i soggetti deboli come neonati ed anziani, malati oncologici, diabetici e malati di AIDS.

Cura

Prima viene diagnosticata l’infezione (con analisi del sangue e analisi del liquido spinale) e prima si può intraprendere la terapia. La cura avviene tramite la somministrazione di antibiotici che debellano l’infezione.

Cosa fare per prevenire la listeriosi

La prima cosa da fare prestare attenzione ad eventuali richiami di prodotti da parte del Ministero della Salute. Grazie alla tracciabilità delle merci si può, tramite il numero del lotto, risalire esattamente al luogo in cui tali prodotti sono in vendita o sono stati venduti. Per questo motivo badiamo anche ad eventuali avvisi diramati dai punti vendita tramite newsletter o cartelli affissi.

In secondo luogo manteniamo alto il livello di igiene nella preparazione dei cibi, ad esempio tenendo in frigorifero uova e carne fresca lontano dagli altri cibi. Utilizziamo sempre taglieri e coltelli separati per carni, verdure e altri cibi. Inoltre laviamo accuratamente frutta e verdura anche se da sbucciare.

Se abbiamo sintomi come febbre, nausea ma anche diarrea e stanchezza, in caso di richiami per Listeria, comunichiamo subito al medico il nostro stato.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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