FCA ha resistito bene alla tempesta Covid-19, ma cosa succederà se l’accordo con PSA dovesse saltare?

La crisi del Covid-19 si è abbattuta sul settore auto e su FCA con una violenza inaudita. Le vendite del mese di marzo sono tornate a livelli che non si vedevano da oltre 50 anni.  Di immatricolazioni se ne sono registrate 28326 a fronte delle 194302 dello stesso mese del 2019, pari a un calo dell’85,4%. FCA, poi, è riuscita a fare anche peggio con un calo delle vendite superiore al 90%.

D’altra parte queste pessime notizie non giungono de tutto inattese, se non per l’entità del crollo. Già il bilancio 2019, infatti, aveva mostrato segnali di rallentamento. FCA, infatti, ha chiuso l’esercizio 2019 con performance finanziarie in calo. I ricavi sono stati pari a 108,2 miliardi di euro, il 2% in meno rispetto ai 110,4 miliardi di euro del 2018. È sceso anche il reddito operativo, da 6,74 miliardi ai 6,67 miliardi di euro del 2019.  È diminuito visibilmente l’utile netto delle operazioni continue, da 3,3 miliardi di euro a 2,7 (- 18,1%), ed è sceso anche quello adjusted, da 4,7 miliardi di euro a 4,3 (- 8,5%).

Ci sono, poi, altri problemi che potrebbero ulteriormente affondare il titolo. Vista la crisi del settore, infatti, il matrimonio tra PSA e FCA potrebbe essere messo in discussione. Se è vero, infatti, che entrambe le società hanno interesse a che si vada avanti (PSA punta al mercato americano attraverso FCA, quest’ultima punta alla tecnologia francese), i primi dubbi iniziano ad affiorare. D’altra parte sul come si concluderà questa vicenda avrà fortissime implicazioni sul futuro del titolo del Lingotto. Ricordiamo, infatti, che la casa automobilistica torinese prima dell’acquisizione erogherà ai suoi azionisti un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro (1,6 miliardi di euro finiranno direttamente nelle tasche dell’Exor degli Elkann). Qualora l’affare dovesse saltare si possono immaginare le conseguenze.

In attesa di capire cosa succederà, vediamo quali sono le indicazioni dell’analisi grafica.

Le prospettive di lungo periodo di FCA secondo l’analisi grafica e previsionale

FCA   (MILFCA) ha chiuso la seduta del 30 aprile in ribasso del 2,0% rispetto alla seduta precedente a quota 8,016€.

La tendenza in corso sul time frame mensile è ribassista e ha già raggiunto il suo I° obiettivo di prezzo in area 5,5919€. Questo traguardo rappresenta il vero motivo del rimbalzo cui abbiamo assistito durante il mese di aprile. La tenuta in chiusura mensile del fortissimo supporto rappresenta, quindi, un formidabile trampolino di lancio per il rialzo. Tuttavia bisogna stare molto attenti. Sono possibili, infatti, rialzi fino in 9,0879€. Solo la rottura di questo livello farebbe accantonare lo scenario ribassista per il lungo periodo.

La rottura in chiusura mensile di area 5,5919€, invece, farebbe ritornare il titolo FCA sui minimi storici in area 2€.

FCA

FCA: proiezione ribassista in corso sul time frame mensile. La linea blu rappresenta i livelli di Running Bisector; la linea rossa i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione.

Approfondimento

Gli articoli scritti sul titolo azionario FCA in precedenza e gli approfondimenti sono disponibili qui.

 

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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