Fate attenzione all’IMU perché rischiate di pagare molto denaro

Una triste notizia attende i proprietari di case. Lo dice la Corte di Cassazione in una sentenza. Sentenza che riguarda una delle imposte meno desiderate da chiunque abbia un immobile. Vale a dire l’IMU. E che cosa dice questa sentenza? Fate attenzione all’IMU perché rischiate di pagare molto denaro. Purtroppo è proprio così, e ve lo spiegheremo in poche parole.

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La sentenza 20130/2020 della Corte di Cassazione è chiara in proposito. Il Palazzaccio, come lo chiamano i romani, si è espresso sulla legittimità dell’esenzione IMU. Nello specifico, se questa esenzione fosse valida se marito e moglie risiedono in comuni diversi. E a sottolineato che detta esenzione è nulla se si verifica questa condizione. Se vi sembra una cosa di poco conto, non lo è affatto. Anche perché va contro quanto deciso sull’imposta dal Ministero delle Finanze. Di più: apre la strada al recupero dell’IMU da parte dei vari comuni. Ecco perché abbiamo detto “fate attenzione all’IMU perché rischiate di pagare molto denaro”.

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Se una famiglia ha due case in comuni diversi, e i due coniugi decidessero di prendere residenza uno in una e l’altro nell’altra, nessuna delle due è abitazione principale. Questo in sostanza è ciò che ha detto la Cassazione. L’abitazione principale, per la Suprema Corte, è solo una. Quella che è registrata presso il catasto comunale come unica unità immobiliare. Unità nella quale proprietario e famiglia vi dimorano abitualmente e vi risiedono a livello anagrafico.

Fate attenzione all’IMU perché rischiate di pagare molto denaro

Avete la casa in città e quella al mare in un altro comune? Nessuna delle due è considerata abitazione principale. E quindi esente IMU. Dato che per essere considerata così ci vuole che tutti i membri della famiglia risiedano sotto lo stesso tetto, questo chiaramente non sarebbe il caso. E quindi niente esenzione. Neanche si può applicare l’IMU ridotta. Perché nessuna delle due abitazioni soddisfa i requisiti di fondo dell’imposta ridotta. Ecco quindi la non applicabilità.

Visto che le cattive notizie non vengono mai da sole, questa cosa se ne porta dietro un’altra. Il fatto che, dopo la sentenza, potrebbero partire controlli a tappeto da parte dei comuni. Per contrastare l’evasione dell’imposta, ovviamente. E quindi verificare se le case nel loro territorio siano effettivamente la residenza di chi le dichiara tali. Se l’amministrazione comunale riuscisse a dimostrare che così non è, apriti cielo e spalancati terra. Potrebbe partire la richiesta di versare l’imposta degli ultimi 5 anni.

Come è ovvio, i principali indiziati dei controlli saranno tutte le abitazioni al mare o in montagna. Che siano chiaramente collocate in zone turistiche. Ma anche quelle che si trovano in città, e che siano occupate solo e soltanto da una parte del nucleo familiare.

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