Europa sorprenderà? Parola di Citi

Puntare sull’Europa? Parola di Citi!

Troppo pessimismo sui mercati. Un pessimismo che, secondo Citi, nasce dai tanti segnali di rallentamento inviati dai dati macro.

Buone notizie per l’Europa sul 2019

Ma i segnali, come detto, non evidenziano, almeno nell’immediato, alcuna recessione. Non solo, ma in realtà, nonostante i quasi 10 anni di vita, non ci sarebbero più i segnali di euforia tipici dei mercati toro in fase avanzata. Anzi, i loro grafici evidenziano solo 3,5 bandiere rosse su un 18. Per questo motivo, proprio a causa di una flessione spropositata e immotivata come quella appena vista, Robert Buckland e Jonathan Stubbs consigliano di comprare.

Ottimismo sull’azionario

Ecco spiegato perchè da Citi restano ottimisti sull’azionario a stelle e strisce. Buckland e Stubbs prevedono un S&P 500 un aumento del 14% da quanto registrato a chiusura del 2018. Ma c’è chi può fare ancora meglio: l’Europa. Secondo le loro proiezioni, infatti, si parla addirittura di un + 18% per il Vecchio Continente con l’Euro Stoxx 600. Tradotto in numeri: 400 punti.

Uno sguardo all’Europa

Citi per la fine di quest’anno prevede che l’EPS delle società globali crescerà in media del 4%. Qualche problema in più per quello europeo, più esposto al rallentamento del commercio globale. Ma non è da escludere un rirating dettato da un assestamento della situazione globale una volta che i timori di recessione saranno dissipati. Difficoltà anche per le azioni del Regno Unito. Il rating per queste ultime resta Neutral, in attesa di vedere come si comporterà l’economia nazionale (e mondiale) in occasione della Brexit. Molti degli scenari negativi sono già stati scontati dal mercato e la view di Citi non contempla un’uscita della Gran Bretagna senza accordo. Di oggi la notizia di un colloquio telefonico tra il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker e la premier britannica Theresa May. Si tratterebbe di un aggiornamento della situazione e dell’umore tra i parlamentari britannici.

E un occhio alla situazione globale

Buone notizie, invece, per gli emergenti, aiutati da un indebolimento del dollaro. Una prima conferma su un biglietto verde più debole potrebbe essere già arrivata. Le ultime dichiarazioni del governatore della Federal Reserve Jerome Powell lo vedono possibilista nel cambiare rotta alla politica di normalizzazione dei tassi di interesse.  Da un punto di vista strettamente geografico la banca ha deciso di sovrappesare titoli statunitensi, rimanendo sottopesati in Australia e Giappone. Per quanto riguarda i settori l’oveweight è su comunicazione e assistenza sanitaria mentre tra i titoli ciclici sono preferiti gli industriali.

Approfondimento

La view sui mercati 2019 di Proiezionidiborsa

 

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