Euro Dollaro tra sentenze europee ed analisi tecnica Intervista a Gian Piero Turletti

POTREBBE SPIEGARE PER I NOSTRI LETTORI I RECENTI AVVENIMENTI CHE COINVOLGONO CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA E BCE?
Certamente.
Riassumendo la questione, si tratta di una controversia legale, che potrebbe avere risvolti sull’eurozona e sulla BCE.
La corte costituzionale tedesca ha interpretato interventi della BCE di acquisto di titoli di stato di paesi in situazione di difficoltà, come una forma di finanziamento del debito pubblico, domandando quindi alla corte europea se i trattati consentano questo tipo di intervento, a giudizio della corte tedesca vietati.
E’ evidente la preoccupazione, in verità più dettata da motivazioni politiche, che giuridiche, di evitare che la BCE sostenga governi di paesi in difficoltà, tramite politiche monetarie cui evidentemente i tedeschi, a partire dalla BUBA, sono contrari, sia per i timori di spinte inflazionistiche, sia per evitare che parte dei bilanci stanziati per istituti europei finiscano a finanziare i bilanci pubblici altrui.
A SUO AVVISO, IL PARERE DELLA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCO E’ GIURIDICAMENTE FONDATO, E QUALI RISVOLTI POTREBBERO AVERE LE DECISIONI DELLA CORTE EUROPEA?
Analizzando attentamente i trattati europei, in realtà la questione non è così chiara e si presta a diverse interpretazioni.
Ovvio che l’opinione espressa nella sentenza della corte non potrà non avere ripercussioni sui delicati equilibri europei.
Nel caso di una conferma di quanto sostenuto della corte tedesca, prevarrebbe un atteggiamento euroscettico, a sostengo di chi, ad esempio, favorevole alle prossime elezioni a privilegiare partiti in funzione antiunione, con le possibili dimissioni di Draghi e la rivendicazione, da parte tedesca, di mettere un proprio uomo al suo posto.
Viceversa, se la corte si esprimesse per un’assenza di specifici divieti, Draghi metterebbe sotto scacco la posizione tedesca, e verrebbe rafforzata una visione quindi più favorevole all’eurozona e ad interpretare estensivamente i poteri delle istituzioni comunitarie, con implicazioni positive anche per il rapporto euro-dollaro.
PROPRIO SOTTO QUESTO PROFILO, COME SI CONFIGURA L’ATTUALE SITUAZIONE TECNICA DELLA VALUTA, IN OTTICA DI MEDIO/LUNGO TERMINE?
E’, non a caso, una situazione di attesa, direi in bilico.
Considerando, infatti, un grafico a barre mensili, notiamo che l’euro/dollaro è ingabbiato in una configurazione cuneiforme, la cui retta di resistenza congiunge i massimi di luglio 2008, maggio 2011 e dicembre 2013, mentre un importante riferimento supportivo riconduce alla retta congiungente i minimi di agosto 2012 e luglio 2013.
Con ogni probabilità l’esito della procedura in corso non mancherà di sortire i suoi effetti sull’eurodollaro, mentre tecnicamente la futura direzione dei corsi, in ottica di medio/lungo termine, riconduce alla rottura del supporto o della resistenza dianzi indicati.

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