Esistono degli investimenti a perdita garantita, scopriamo come riconoscerli

Da tempo banche e società di investimento emettono strumenti a capitale o rendimento garantiti. In alcuni casi queste promesse sono vere, altre volte invece di garantito c’è ben poco. Andando ad analizzare attentamente i documenti informativi di alcune proposte finanziarie, possiamo imbatterci addirittura in garanzie di perdita del proprio capitale. In altre parole, esistono degli investimenti a perdita garantita, scopriamo come riconoscerli e come evitarli.

In questo articolo analizzeremo una polizza unit linked che garantisce una perdita del proprio capitale. La scelta di questo specifico strumento si basa sulla segnalazione di un Lettore. Ovviamente questo non significa che tutte le polizze portino ad una minusvalenza o che altri strumenti ne siano esenti. Per comprendere meglio le polizze a carattere finanziario, consigliamo la lettura di un nostro approfondimento in materia.

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Le polizze unit e index linked

Da anni le compagnie assicurative propongono alla clientela uno strumento ibrido tra assicurazione ed investimento. Le polizze unit e index linked sono contratti che vincolano una prestazione assicurativa al rendimento di uno strumento finanziario. In altre parole, sono strumenti che offrono alcune coperture tipiche delle assicurazioni insieme a fondi comuni di investimento.

Spesso però, l’ammontare della prestazione assicurativa è così basso da risultare totalmente trascurabile. La polizza presa in esame garantisce una rivalutazione del capitale in caso di morte dell’assicurato pari al 20% fino a 39 anni di età. Questa percentuale scende allo 0,2% per chi ha più di 59 anni. In ogni caso non può superare i 10.000 euro. Insomma, se il contraente dovesse morire molto giovane gli eredi potrebbero incassare fino a 10.000 euro, altrimenti lo 0,20% dell’investimento. Una garanzia davvero poco significativa.

Esistono degli investimenti a perdita garantita, scopriamo come riconoscerli

A fronte di garanzie di dubbia utilità, la polizza analizzata richiede elevate commissioni. Dal foglio informativo redatto dalla compagnia, emerge un costo di caricamento del 3,75%. Oltre ad alcuni costi fissi. I costi di caricamento corrispondono al guadagno per la compagnia. Un ritorno fondato sul lavoro richiesto dall’acquisto di quote di fondi comuni e dalle garanzie in caso morte che abbiamo analizzato. Nessuno obbietta che la compagnia assicurativa debba garantirsi un vantaggio economico, ma quanto riportato alla voce “scenari di performance” pone alcuni dubbi. A fronte di un rendimento del fondo che storicamente non supera il 2%, il sottoscrittore pagherebbe più del 4%. Gli scenari delineati dalla compagnia prevedono performance negative variabili tra il -49,26% ed il -1,74%. In nessun caso il foglio informativo prende in considerazione un guadagno per il cliente. A detta degli stessi emittenti, esistono degli investimenti a perdita garantita, scopriamo come riconoscerli leggendo i documenti informativi.

Chi sottoscrive questi strumenti?

La polizza analizzata è un’assicurazione collocata da una banca. La compagnia assicurativa, quindi, paga una commissione alla banca per ogni contratto venduto. Siamo certi che l’impiegato bancario la proponga solo ed esclusivamente nell’interesse del cliente? Lasciamo ai Lettori la risposta. Gli Esperti di ProiezionidiBorsa ricordano che gli strumenti di risparmio assicurativo consentono però due vantaggi esclusivi. La possibilità di indicare come beneficiari anche soggetti estranei all’asse ereditario del sottoscrittore e l’impignorabilità ed insequestrabilità delle polizze. Insomma, impediscono che un creditore si rivalga su questi soldi e garantiscono un’eredità a qualcuno al di fuori della famiglia. Per chi fosse interessato a questi vantaggi, potrebbe anche andar bene un rendimento negativo. Chi invece fosse alla ricerca di un modo per far fruttare i propri soldi, farà bene a leggere attentamente i documenti informativi.

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