Entro quanto tempo è necessario versare un assegno circolare per evitare che scada?

L’assegno circolare è generalmente considerato danaro contante in quanto esso presenta una particolarità nell’emissione. Infatti, a differenza dell’assegno bancario, non viene emesso dal titolare del conto corrente ma dalla banca. Quindi, esso presuppone la copertura della somma in esso indicata.

Sicché, poiché detta somma con l’andar del tempo potrebbe cambiare, ci chiederemo in questa sede: “entro quanto tempo è necessario versare un assegno circolare per evitare che scada?”.

Il tempo massimo entro cui si deve portare all’incasso detto tipo di assegno è utile anche a capire per quanto tempo le somme contenute nell’assegno devono rimanere coperte. Anche perché questo strumento potrebbe rappresentare un pregiudizio per eventuali altri creditori del titolare del conto.

Termine di scadenza dell’assegno circolare

Vediamo ora al punto centrale del discorso. Ossia ad indicare, in concreto, entro quanto tempo è necessario versare un assegno circolare per evitare che scada.

In proposito, è bene sapere che ci sono due termini da prendere in considerazione.

Ebbene, il termine ultimo per incassare l’assegno circolare è di tre anni, dopo i quali la somma viene accantonata dalla banca nel cosiddetto fondo dormienti. In tal caso, solo chi ha emesso l’assegno può recuperare la somma, decorso il termine indicato.

Egli può riscuoterla entro il termine massimo dieci anni, dopodiché anche il suo diritto cade in prescrizione.

In definitiva, se si vuole versare un assegno circolare sul proprio conto lo si deve fare nei tre anni. Altrimenti non si potrà più conseguire la somma.

Questo, certamente, non significa che, scaduti i tre anni, il titolare del diritto lo perda ma semplicemente sarà per il medesimo più difficile recuperare il credito, venendo meno un titolo esecutivo. Quale è appunto l’assegno.

Fin qui abbiamo indicato qual è il primo termine per incassare l’assegno. Tuttavia, occorre indicare anche quale sia il secondo termine prima menzionato, che è legato alla facoltà di revocarlo.

Infatti, chi ha consegnato l’assegno al proprio creditore può revocarlo dopo otto giorni (se la banca emittente si trovi nello stesso Comune in cui si trova il possessore dell’assegno) o dopo quindici giorni (se si trovi in un diverso Comune).

Da qui desumiamo che se si vuole incassare con certezza un assegno circolare, lo deve fare non attendendo mai più di otto o quindici giorni, termine entro cui il titolo può essere revocato.

Se ciò non avviene, egli dovrà farlo comunque entro tre anni, termine entro il quale la banca resta tenuta a mantenere ferme le somme indicate nel titolo.

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