ENI in espansione: investire sul titolo?

ENI è un titolo sul quale puntare?

La stabilizzazione dei prezzi del petrolio potrebbe garantire alle blue chips del settore petrolifero una 2019 relativamente tranquillo e propositivo.

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Il che si tradurrebbe anche in un andamento di borsa premiante.

Ovviamente in prima fila in Italia e non solo il titolo preferibile rimane ENI.

Lo sbarco negli Emirati Arabi

L’azienda del cane a sei zampe è sbarcata negli Emirati Arabi tramite un importantissimo accordo con la Adnoc Refining.

Si tratta dell’acquisto di una partecipazione del 20% in Adnoc Refining azienda di proprietà dello stato arabo.

L’operazione più importante realizzata nel paese da un gruppo straniero.

La compagnia Adnoc, che è la capogruppo, ha comunicato anche di aver il 15% di Adnoc Refining ad Omv altra società del settore di matrice austriaca.

Si sta dunque per creare una importante Joint Venture tra le tre aziende, ENI, Adnoc e Omv.

Tale joint venture sarà finalizzata alla commercializzazione dei prodotti petroliferi forse anche tramite la costituzione di un nuovo soggetto.

Un accordo strategico per Eni

Si tratta di un accordo strategico di cui il titolo potrà beneficiare anche in borsa.

L’Amministratore Delegato Descalzi è stato affiancato nella trattativa dal premier Conte.

Il CEO  ha spiegato:” L’operazione è in linea con la nostra strategia volta a rendere il portafoglio di ENI maggiormente diversificato dal punto di vista geografico, più bilanciato lungo la catena del valore, più efficiente e più resiliente rispetto alla volatilità del mercato”.

Il premier Conte a sua volta ha espresso grande soddisfazione per questo accordo: “È un grande risultato frutto delle elevate competenze sviluppate da una nostra azienda partecipata, ENI, che sta contribuendo ad affermare nel mondo l’eccellenza italiana in campo energetico, con attenzione particolare a tutti i processi che riducono la componente carbonica”.

ENI più forte

Con questo accordo il titolo vede crescere la propria capacità di raffinazione di ben il 35% oltra a diversificare meglio la componente geografica di approvvigionamento. Oltre ciò, di fatto come partner, l’azienda potrà essere fisicamente presente in un ‘area strategica per il commercio del greggio e suoi derivati.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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