Economia tedesca: fine del ciclo espansivo?

E’ terminata la fase espansiva dell’economia tedesca?

Cominciamo, in questo articolo, a trattare un tema che proseguirà poi in successivi articoli.

Iniziamo a considerare la situazione tedesca, tradizionale motore economico europeo, con alcuni indicatori, il CLI pubblicato dall’OCSE.

Questo è una sorta di indicatore composito che tende a prevedere le fasi rialziste e ribassiste, o meglio, ad anticiparle.

Poi guarderemo alla curva dei rendimenti, relativa ai tassi obbligazionari. Ed infine il PIL, come indicatore di conferma.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT
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Economia tedesca: a che punto è?

Il CLI, o composite leading indicator, non indica necessariamente una svolta di lungo termine dell’economia di un Paese.

Se così fosse, svolterebbe in senso rialzista o ribassista solo prima delle svolte economiche principali, mentre tale indicatore, invece, fornisce segnalazioni anche di breve/medio.

E’ quindi inutile cercare svolte significative usandolo da solo.

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Invece la curva dei rendimenti non segnala inversioni, solitamente, se non come proiezione di una svolta di ampio termine.

Soprattutto per questo motivo è preferibile il suo utilizzo per cercare di cogliere svolte del ciclo economico.

Almeno in talune situazioni tale indicatore si è rivelato particolarmente affidabile, come sulle svolte ribassiste degli USA.

Ovviamente le indicazioni proiettive trovano eventuale conferma in alcuni  indicatori, come il pil.

Economia tedesca: abbinare i due indicatori

Il metodo migliore per usare tali indicatori riconduce all’abbinamento di CLI e curva dei rendimenti.

Occorre valutare se vadano o meno nella stessa direzione, al fine di comprendere in primis la rilevanza statistica delle indicazioni, e quindi la direzione, precisa o incerta, rialzista o ribassista fornita dai medesimi.

Il PIL serve poi per confermare o meno quanto proiettato.

Applichiamo tali principi alla Germania.

Economia tedesca al vaglio del CLI

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Notiamo nella fase indicata dal grafico un peggioramento progressivo, che parte addirittura da un apice nel 2011.

La conferma che sul lungo termine la situazione non viene fedelmente proiettata da tale indicatore, perché la Germania non ha certo svoltato economicamente verso una fase stagnante o recessiva, poi proseguita negli anni successivi, a partire da tale anno.

Occorre invece considerare l’ultima parte della curva, a destra sul grafico.

Sia pure in misura limitata, è stato rotto al ribasso il precedente minimo, e quindi la struttura dell’indicatore è al ribasso.

 Economia tedesca e curva dei rendimenti

La curva tedesca si è girata in negativo sulle scadenze sino ai 3 anni.

Pertanto indica una proiezione negativa che conferma la curva del cli.

PIL

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Il grafico del PIL tedesco pare confermare quanto desumibile dall’analisi combinata delle proiezioni di cli e curva dei rendimenti.

Sintesi: l’economia, prevista in fase di passaggio ad una fase stagnante/recessiva da parte di cli e curva dei rendimenti, pare quindi effettivamente confermare tale proiezione tramite il PIL.

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