Economia italiana: il peggio è passato?

Nei recenti commenti abbiamo evidenziato come l’economia italiana, data per spacciata da molti e in recessione totale, abbia invece rialzato la testa.

Dati in forte ripresa dal settore industriale sono stati resi ancora più significativi dal fatto che fossero addirittura meglio della media UE.

Possiamo dunque dire che il peggio è alle spalle?

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L’autolesionismo italiano

La capacità degli italiani di farsi male da soli è da decenni evidente.
Divisioni politiche sempre ai limiti della rissa.
Governi di varie colorazioni politiche che si succedono senza mai riuscire a trasmettere all’esterno sensazioni di compattezza e solidità.

Un sistema di mass-media, evidentemente pilotato, che comunque fa da sempre da amplificatore agli aspetti negativi, quasi che la mission fosse quella di tenere la popolazione sempre sul “chi va là” e non di dare informazioni attendibili…

Sono tutti fattori che, oltre a creare una tensione latente all’interno del paese, danno un ‘immagine dell’Italia all’estero tutt’ altro che accattivante.

ISTAT come una agenzia di rating : è giusto?

La cosa che ultimamente ha colpito maggiormente è stato l’enunciato dell’ISTAT che dopo due trimestri negativi di PIL ha definito l’Italia in recessione tecnica…

Manco fosse un ‘agenzia di rating…

Da sempre la recessione viene considerata tale dopo il terzo trimestre di crescita negativa.

L’economia italiana è dunque a rischio recessione ma non vi è ancora entrata!

Questa improvvida uscita dell’ISTAT conferma una volta di più l’autolesionismo tutto italiano che trova ora una sponda in quello che è un istituto nazionale e fino a prova contraria…pubblico!!!

Quasi inutile specificare (ma va fatto) che l’ISTAT  non è una agenzia di rating e che nulla dovrebbe aggiungere o togliere ai freddi numeri che è chiamata ad esporre!

La speculazione internazionale si nutre di queste debolezze

Ovviamente questa capacità italica di farsi del male da soli è il nutrimento ideale per la speculazione internazionale che non aspetta altro per colpire le nazioni meno compatte e unite.

L’economia italiana è reduce da una fase critica che ci ha condotti sulla soglia della recessione tecnica. Recessione che al momento pare allontanata dagli ultimi favorevoli dati macroeconomici.

Nel contempo però il rischio latente rimane.

I rischi per l’economia italiana

I rischi che potrebbero portare davvero l’Italia in recessione sono vari.

Ad esempio il fatto che lo spread, pur calato dai massimi, non sia ancora tornato ai livelli di un anno fa conferma che le cannoniere della speculazione sono ancora puntate verso l’Italia.

Oltre ai temi sopra esposti si aggiunga che il Governo, pur avanzando nel proprio percorso da contratto, non riesce mai a dare quella sensazione di compattezza necessaria a zittire definitivamente le voci di possibili rotture e crisi.

A ciò si aggiunga che il contesto globale vede  sì le banche centrali nuovamente compatte in manovre espansive e propositive, ma  vede la politica, specie in area UE, ancora latente sul piano del contrasto delle criticità economiche diffuse.

Italia legata al contesto globale

Per questo possiamo concludere che in sostanza l’economia italiana non è in grado come per esempio l’economia americana, di camminare fuori dalla crisi a prescindere dal contesto globale.

E quindi dovremo essere attenti osservatori del contesto generale per capire se veramente l’Italia è avviata verso un nuovo percorso di crescita o se dovrà arrendersi a una fase recessiva da molti quasi invocata…anche all’interno…

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