Economia green: le criptovalute sono sostenibili?

Dopo un inizio in sordina, ormai tutti parlano solo di criptovalute, di Bitcoin e su quanti soldi hanno fatto con queste nuove valute o su quanti ne faranno nel futuro.

Ormai tutti sanno cosa sono, molti conoscono come funzionano, pochi sono quelli che sanno come operare e ancor meno sono quelli che hanno una pur minima conoscenza di quanto costano in termini di energia sia elettrica sia di risorse idriche. La domanda è quindi se le criptovalute siano o meno sostenibili in termini di economia green.

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Queste nuove monete dematerializzate quanta energia elettrica consumano?

Nessuno per adesso si è posto il problema del consumo di energia. E soprattutto se nel lungo periodo questo nuovo sistema di trasferimento, pagamento e utilizzo di asset sarà eco-compatibile.

Per stampare Euro o dollari bisogna usare carta, acqua e un minimo di energia per creare e mantenere attivi questi pagamenti virtuali si deve avere energia, tanta energia, e continuamente.

Bitcoin e criptovalute sono nuove monete ma non sono ad impatto zero sull’ambiente, anzi.

Sorge una domanda: non è che abbiamo creato un nuovo mostro come la Balena Bianca dello scrittore americano Herman Melville?

Come Moby Dick anche queste monete non si rivolgeranno contro i loro creatori e/o utilizzatori?

Una domanda la cui risposta per adesso è molto difficile da poter dare.

I super computer sempre accesi 24 ore su 24, per creare e gestire moneta dematerializzata hanno bisogno di una sempre maggiore quantità di energia.

Economia green: le criptovalute sono sostenibili?

I calcoli complessi per eseguire i conteggi crittografici hanno messo in moto un sistema di assorbimento energetico che comincia a dare delle serie preoccupazioni agli esperti di settore.

Alcuni scrittori hanno già formulato dei calcoli anche se molti approssimati. Tra questi vi è un economista olandese, Alex de Vries.

Questo professore olandese ha stimato che nell’anno 2017 i Bitcoin (ed eravamo all’inizio del fenomeno) consumassero l’equivalente di energia che serviva all’Irlanda per un anno.

Costi di energia triplicati per creare moneta virtuale.

Adesso dopo appena tre anni il consumo energetico è triplicato e siamo solo all’inizio del fenomeno.

Sempre secondo questo economista, nel prossimo futuro, i guadagni per chi conia queste monete dovranno obbligatoriamente diminuire. Questo è dovuto sia al maggiore consumo di energia sia all’aumento del loro valore.

Inoltre bisogna anche raffreddare le macchine, quindi ulteriore energia e acqua che nel pianeta comincia a scarseggiare.

Con il raggiungimento nei mesi passati dei valori massimi della moneta digitale il consumo di energia si è attestato a 184 TWh, l’equivalente di quanto consumano tutti i database center del mondo.

Per adesso queste nuove monete sono responsabili dell’immissione di oltre 36 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Secondo le stime dell’International Energy Agency, nell’anno 2018 per il trasporto mondiale sia pubblico che privato (dagli aerei, alle auto, alle navi ecc.) sono stati consumati solo 8,2 milioni di tonnellate di CO2.

Anche questa moneta ha un suo lato oscuro e speriamo di non fare la fine del capitano Achab della nave Pequod.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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