Economia americana sempre forte

Dal consueto ricco appuntamento del giovedì coi dati macroeconomici americani ci giunge la conferma, una volta di più che l’economia americana non molla. Frattanto Wall Street continua a salire dai minimi di dicembre.

Almeno non per ora.

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Senza strafare come probabilmente preferito alle borse ma senza nemmeno cedere come alcuni operatori desidererebbero per vedere di nuovo una FED ultra accomodante sui tassi.

Tabella dei principali dati macroeconomici americani di giornata

Richieste di disoccupazione continua 1.737K 1.735K 1.719K
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione 213K 219K 216K
Media delle richieste sussidio di disoccupazione di 4 settimane 220,75K 221,75K
Indice di produzione della Fed di Filadelfia (Gen) Philly FED 17,0 9,7 9,1

 

I due dati settimanali sulla disoccupazione proseguono nel loro strambo minuetto che li vede uno sopra e uno sotto le attese.

Va detto che in valore assoluto sia i 213K delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione che i 1737k delle richieste di disoccupazione continua sono comunque dati di eccellenza.

Che probabilmente faranno epoca…tanto più visto il protrarsi di tale contesto favorevole a maggior ragione in una situazione globale di ben altra natura e debolezza.

Media della disoccupazione USA in stile anni ‘60

Ma quello che ancora più colpisce è il dato medio del periodo che si è stabilizzato intorno all’odierna quota di 220 k circa e che richiama alla memoria fasi molto lontane del ciclo economico americano.

Addirittura si parla di livelli occupazionali tipici della fine degli anni ’60!

Evidentemente l’abbinata investimenti pubblici tagli fiscali sta garantendo una sorta di paradiso economico autoctono agli USA.

Molti economisti sostengono da tempo che gli effetti delle politiche della Casa Bianca sono agli sgoccioli e che quindi a breve anche l’economia americana si conformerà all’andazzo globale…

Peccato però che stiano parlando di breve/brevissimo termine dall’estate scorsa nonostante i dati occupazionali continuino a smentirli.

Certamente, prima o poi, anche l’economia americana rallenterà, ma vantare di averci preso, in una previsione di breve termine, dopo oltre un trimestre sarà comunque impresa poco gloriosa.

Philly FED in gloria

Anche perché a rendere ulteriormente improbabili nel brevissimo scenari di rallentamenti clamorosi per non parlare di recessione ci ha pensato anche il dato del Philly FED.

Dato che, dopo qualche pubblicazione un po’ deludente, oggi ha ritrovato smalto con un eccellente 17 vs 9,7 atteso e 9,1 del precedente.

Siamo lontani dai picchi del 2018 ma è comunque dato favorevole che ci riconsegna un ‘economia americana ancora in salute.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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