Ecco spiegato cosa deve fare chi si fa male andando a lavorare

Si tratta spesso dell’importante questione degli infortuni sul lavoro.

Meno frequentemente, però, viene spiegato cosa deve fare chi si fa male andando a lavorare. L’infortunio in itinere è disciplinato dall’art. 12 del Decreto Legislativo n. 39/2000.

Viene descritto dalla legge come un evento occorso al lavoratore sul tragitto da casa al lavoro o viceversa. Inoltre, è ritenuto in itinere anche l’infortunio che avviene sul tragitto da un posto  di lavoro ad un altro. Questo nel caso in cui il lavoratore abbia due contratti.

Ancora, l’infortunio occorso mentre il lavoratore si reca in pausa pranzo. Nel caso in cui l’azienda non disponga di una mensa aziendale.

Il tragitto percorso dal lavoratore e coperto dall’assicurazione INAIL dovrà essere il più diretto e breve dal punto A al punto B. Ovviamente, saranno concesse deviazioni dovute a forza maggiore o nel caso in cui si debbano accompagnare i figli a scuola.

Sono escluse dalla copertura INAIL le soste di apprezzabile durata e non giustificate.

Mezzo di trasporto

L’assicurazione INAIL copre gli infortuni occorsi utilizzando mezzi di trasporto pubblici. Quali autobus, tram, treno, metropolitana, ecc.

Nel caso di utilizzo di mezzo privato (motociclo, automobile) bisognerà dimostrarne la necessità.

Ad esempio che l’utilizzo di mezzi pubblici non permetterebbe di arrivare al lavoro in tempo. Oppure che il luogo di lavoro non è servito dal trasporto pubblico. O, ancora, che il dispendio di tempo sarebbe eccessivo.

Per quanto riguarda l’utilizzo della bicicletta, la Cassazione nel 2016 ha ritenuto indennizzabile dall’INAIL anche l’infortunio occorso con l’utilizzo di questo mezzo.

In precedenza, l’INAIL aveva ritenuto indennizzabile solamente l’infortunio avvenuto utilizzando la bicicletta su percorsi ciclabili. Nel caso di utilizzo della bicicletta su strade aperte al traffico l’indennizzabilità sarebbe stata sottoposta alle medesime regole dell’utilizzo dell’automobile.

Nel caso del lavoratore che si reca al lavoro a piedi le direttive da seguire saranno le medesime dei mezzi pubblici. Non è richiesto il carattere necessitato.

Ma ecco spiegato cosa deve fare chi si fa male andando a lavorare.

Comunicazione al datore di lavoro

Immediatamente, in seguito all’infortunio, il lavoratore è obbligato a comunicare l’accaduto al datore di lavoro. La copertura INAIL partirà dal momento della comunicazione.

In seguito alla visita dal medico o al pronto soccorso dovrà consegnare al datore di lavoro la copia del certificato medico di infortunio.

Nel caso di incidente stradale andrà allegato anche il verbale delle Forze dell’Ordine. O il modulo di contestazione amichevole.

Comunicazione all’INAIL

Il certificato medico di infortunio dovrà essere inviato in via telematica all’INAIL dal medico o dal presidio ospedaliero che ha preso in cura il lavoratore.

Tra le cose che dovrà fare chi si fa male andando a lavorare ci sarà anche l’inoltro telematico, entro 48 ore dall’invio del certificato medico, della comunicazione di infortunio.

Questo in caso di assenza di almeno un giorno e fino a tre giorni.

Se la prognosi va oltre i tre giorni il datore di lavoro dovrà presentare la denuncia di infortunio entro 48 ore da quando ne è venuto a conoscenza.

Copertura INAIL

L’infortunio provocherà l’impossibilità per il lavoratore di svolgere la sua mansione.

Sorgerà, quindi, il diritto all’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta per coprire le spese sanitarie. E garantire un trattamento retributivo al lavoratore assente.

La suddivisione dell’erogazione di questo trattamento sarà suddivisa tra datore di lavoro e INAIL in questo modo:

a) dal primo al terzo giorno il lavoratore percepirà, da parte del datore di lavoro, il 100% della retribuzione inerente il giorno in cui è successo l’evento e il 60% della stessa fino al terzo giorno successivo all’episodio;

b) dal quarto al novantesimo giorno scatterà l’indennità INAIL che sarà pari al 60% della retribuzione media giornaliera del lavoratore. Dal novantunesimo giorno fino alla guarigione del lavoratore la somma percepita sarà pari al 75% della retribuzione media giornaliera.

Nel caso di copertura INAIL il dipendente dovrà rendersi reperibile alle eventuali visite di controllo. E sottoporsi alle cure prescritte dall’ente.

Ecco, quindi, spiegato brevemente cosa deve fare chi si fa male andando a lavorare.

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