Ecco quando è conveniente perdere soldi sui mercati

La Redazione di ProiezionidiBorsa ha recentemente approfondito come aprire un dossier titoli presso la propria banca. Abbiamo visto che questo strumento consente ai piccoli investitori di accedere ai mercati ed effettuare degli investimenti. I risparmiatori possono quindi decidere di scommettere sull’andamento di una determinata società. Oppure garantirsi un ritorno costante attraverso obbligazioni pubbliche o private. Uno degli aspetti meno noti e considerati quando si fa trading è però la fiscalità. In questo articolo vogliamo capire cosa cambia tra redditi da capitale e redditi diversi. Scopriremo che acquistare azioni su un conto cointestato può dare dei grattacapi fiscali. Inoltre, capiremo che il Fisco può aumentare i nostri guadagni in Borsa. Ecco quando è conveniente perdere soldi sui mercati per beneficiare delle compensazioni fiscali.

Redditi da capitale e redditi diversi

Stiamo parlando di come far fruttare i nostri soldi, sembrerebbe quindi scontato che tutti i guadagni siano redditi da capitale. Per il Fisco però non è così e le differenze possono essere rilevanti. I redditi da capitale sono quei redditi che spettano di diritto a chi detiene strumenti finanziarie. Stiamo parlando di interessi, cedole e dividendi. Somme cioè che le società pagano ai propri azionisti e obbligazionisti. I redditi diversi sono invece i guadagni incerti che nascono dalla capacità dell’investitore.

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Vendere un titolo ad un prezzo superiore a quello di acquisto determina un reddito diverso, detto anche plusvalenza. Ovviamente esistono anche le minusvalenze, ovvero le perdite derivanti dall’andamento negativo del nostro investimento. Dal punto di vista fiscale la differenza è ancora più marcata. Quando un investitore vende un titolo e realizza un guadagno paga una percentuale sul guadagno al Fisco. In caso contrario, la banca contabilizza la perdita per future compensazioni.

Ecco quando è conveniente perdere soldi sui mercati

Per comprendere al meglio questo meccanismo, facciamo un esempio. Un investitore detiene due titoli in portafoglio. Un’azione in forte guadagno ed una che ha perso parecchio valore. Se l’investitore ritenesse irrecuperabili le perdite della seconda e volesse trarre il massimo beneficio dall’azione in guadagno potrebbe sfruttare la fiscalità. Vendendo quella in perdita realizzerebbe una minusvalenza compensabile con i guadagni della prima. In altre parole, si libererebbe dell’azione debole e risparmierebbe sulle tasse sui guadagni dell’altra. Ecco quando è conveniente perdere soldi sui mercati!

Ricordiamo che non è possibile compensare le tasse su interessi e cedole. Le compensazioni poi, valgono solo per il singolo investitore. In un dossier titoli cointestato infatti, un’azione intestata alla moglie non compensa minusvalenze a nome del marito e viceversa. Per compensare titoli non nominativi come i BOT invece, non è necessario valutare chi effettua le operazioni.

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