Ecco quale sarà il probabile futuro dell’economia USA

Ecco quale sarà il probabile futuro dell’economia USA ed ecco chi probabilmente dovrebbe vincere le elezioni USA. Attenzione alle sorprese.

Perché gli indici USA sono in consistente ripresa?

“HYCM”/
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La proiezione effettuata già lo scorso anno con la curva dei rendimenti si è rivelata fondata?

Chi vincerà le elezioni USA?

Sono tre interrogativi, su cui molti si stanno arrovellando in questi giorni.

Seguitemi e vi fornirò le risposte, ma attenzione a qualche sorpresa.

Indici USA in ripresa: non c’è da stupirsi.

Gli indici di Borsa, come noto, altro non fanno che anticipare i cicli economici.

Pertanto, poco o nulla importa che attualmente l’economia abbia segnato un deciso capitombolo, o che il sentiment prevalente attualmente sia di tipo negativo.

Quel che conta è il futuro, ed il futuro è spesso scritto nei grafici.

Certo, negli indici di Borsa ma, prima ancora che negli indici di Borsa, in altri indici che, a loro volta, spesso li anticipano.

In primis la curva dei rendimenti.

Proiezione effettuata con la curva dei rendimenti

Su queste pagine, utilizzando un mio metodo proprietario basato su una particolare metodica interpretativa della yield curve, sin dall’anno scorso mi era stato possibile indicare che il trend USA sarebbe durato almeno sino ad agosto del 2020, prima di formare un rilevante top.

A livello ciclico e di analisi tecnica, tale proiezione trovava alcune conferme in base a una pluralità di indicazioni.

Nonostante all’epoca non fosse minimamente prevedibile una pandemia, e nonostante quanto poi verificatosi, la proiezione ha poi trovato conferma nei fatti.

I corsi si sono ripresi e hanno raggiunto nuovi massimi, su S&P 500 e Nasdaq, proprio in questo mese.

La proiezione era del tipo: fino al tale obiettivo si dovrebbe arrivare, ma non è detto si tratti necessariamente del top.

Top o continuazione?

Ovviamente il mercato comanda sempre e sarà solo il mercato a definire con assoluta sicurezza se siamo ad un top o meno.

Tuttavia le probabilità sono favorevoli alla prosecuzione del trend, per un semplice motivo.

Il trend anticipa l’economia, e diversi indicatori anticipano una ripresa in atto e, anzi, destinata ad accentuarsi.

Quale sarà il probabile futuro dell’economia USA? Partiamo proprio, ancora una volta, in questa nostra analisi, dalla curva dei rendimenti USA.

Curva dei rendimenti USA agosto 2020

In basso la curva attuale e quella di un mese fa (in rosso) indicavano comunque rialzo, ma notiamo un particolare importante.

Proiettando la curva di un mese fa, ora dovevamo trovarla più bassa (linea inferiore).

Invece la troviamo impennata verso l’alto (sottolineato dalla curva centrale).

In alto ho cercato, evidenziato in giallo, di rimarcare tale fenomeno indicando come la curva si sia presentata con una certa pendenza appiattita, comunque non troppo accentuata, sino ad un certo punto, per poi incrementare la pendenza rialzista.

Questo fenomeno significa soprattutto due cose.

Intanto che siamo di fronte ad una completa inversione rialzista, rispetto alla curva negativamente inclinata dell’anno scorso, che ci aveva consentito di proiettare il setup di agosto. Ma non solo.

L’impennata indica che dovremmo assistere ad una accelerazione rialzista dell’economia. Quanto meno nel medio termine, ed ecco svelato il primo tassello che spiega anche perché l’attuale setup, in ottica di medio e lungo, dovrebbe essere di continuazione rialzista. Sino a questo massimo siamo arrivati (centrando la proiezione già effettuata) ed ora dovrebbe continuare, pur tra alti e bassi, la fase rialzista in ottica di medio/lungo.

Conferme dagli indici ISM e della disoccupazione USA

Qualcuno potrebbe ricordarsi di un vecchio proverbio: una rondine non fa primavera, e quindi pensare che basarsi solo su un indicatore potrebbe non essere così affidabile.

Ma ecco che altri indici confermano la proiezione della yield curve.

A partire dai due indici ISM, quello manifatturiero e quello non manifatturiero.

Consideriamo i relativi grafici:

ISM MANIFATTURIERO USA

ISM manufatturiero USA

ISM NON MANIFATTURIERO USA

ISM non manufatturiero USA

Per interpretarli, dobbiamo considerare due tipi di segnali.

Un livello sopra/sotto 50 indica espansione/recessione.

Inoltre è importante considerare il trend degli indici.

Come possiamo agevolmente notare, entrambi gli indici sono in crescita da alcuni mesi e da un paio di mesi sopra il livello spartiacque di 50.

Piena conferma, quindi, delle indicazioni offerte dalla yield curve.

Ulteriore, importante conferma proviene dall’indice della disoccupazione, illustrato nel seguente grafico.

tasso disoccupazione usa

È evidente il gap rialzista intervenuto da marzo a maggio.

Ma è altrettanto evidente il trend discendente intervenuto a partire da giugno, a conferma di una possibile ripresa economica.

Ma passiamo al quesito, che forse incuriosisce maggiormente i lettori:

Quale sarà il probabile futuro dell’economia USA? Chi vincerà le elezioni presidenziali USA?

In base ad uno specifico ragionamento, che vado ad esporre di seguito, la risposta risulterebbe evidente: Trump, nonostante alcuni pronostici indichino Biden.

Vediamo perché.

Prima della precedente elezione, che vide Trump contrapporsi all’ex first lady, Hillary Clinton, buon predittore della inattesa vittoria di Trump era stato Google trends.

Confrontando i due candidati negli USA all’epoca delle precedenti elezioni era risultato nei 90 giorni precedenti un interesse decisamente prevalente per Trump.

Se la storia si ripete, ancora una volta Google trends indicherebbe, tramite un prevalente interesse per l’attuale presidente USA, il futuro vincitore.

Analizziamo due grafici tratti dal motore di ricerca.

Confronto Trump (rosso) contro Biden (blu) in USA negli ultimi 90 giorni

Confronto candidati

Il confronto negli Stati

Confronto candidati negli Stati

Il primo grafico, più in alto, evidenzia una situazione analoga a quella che, prima delle precedenti presidenziali, proiettò la vittoria di Trump.

In rosso la posizione di Trump, in blu quella di Biden.

Un maggior interesse negli USA, negli ultimi 90 giorni, starebbe infatti a dimostrare un potenziale elettorato, che ovviamente concentra le ricerche su chi ritiene di votare, o che comunque vincerà.

Del resto, è ovvio. Ci si concentra maggiormente sul programma e su cosa potrebbe decidere chi vince, non certo su chi comunque non prenderà certe decisioni, in quanto perdente alle elezioni.

Il secondo grafico indica l’interesse nei singoli stati.

Ebbene, senza stare a riportare il grafico di ogni singolo stato degli USA, in tutti praticamente assistiamo alla replica del medesimo tipo di grafico, con una schiacciante percentuale relativa a Trump.

Certo, non è detto che la storia si ripeta e certo, interesse non significa necessariamente condivisione delle posizioni di un candidato, ma se anche questa volta la storia si ripetesse, potremmo già pensare di conoscere, con una certa attendibilità statistica, chi sarà il prossimo presidente.

Le ragioni del possibile voto a favore di Trump

Ma, a prescindere da queste indicazioni statistiche, perché gli elettori dovrebbero preferire Trump?

Vi possono essere diverse motivazioni a sostegno di tale possibile preferenza.

Lo sfidante Biden, in realtà, non pare avere nel proprio curriculum particolari dimostrazioni di carisma o di leadership.

Peraltro molti lo considerano non in grado di affrontare le sfide che soprattutto la situazione economica pone agli USA, in quanto troppo di sinistra.

Invece Trump, come si usa dire, buca lo schermo e, piaccia o non piaccia quello che dice, da un punto di vista mediatico lascia il segno.

Inoltre le sue precedenti misure economiche hanno dimostrato di sapere rilanciare e far proseguire fasi di sviluppo economico, capacità che invece, secondo molti, Biden non avrebbe, o avrebbe in misura decisamente più limitata.

Ecco alcune delle ragioni che potrebbero supportare le indicazioni provenienti da Google trends.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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