Ecco perché tanti lavoratori fragili e chi è in quarantena saranno più sollevati dopo questo chiarimento dell’INPS

Il Decreto Sostegni ha esteso fino al 30 giugno 2021 l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro a degenza ospedaliera per i lavoratori fragili. Ciò nell’ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa svolgersi in alcun modo in modalità agile, neanche impegnando il lavoratore in un’altra mansione. Inoltre, ha stabilito che il periodo di malattia non sia computato ai fini del termine massimo per il calcolo del periodo di comporto. Nonché regole più semplici per il rilascio di certificati per i lavoratori in quarantena. L’INPS è intervenuta a fornire chiarimenti, ecco perché tanti lavoratori fragili e chi è in quarantena saranno più sollevati dopo questo chiarimento dell’INPS.

Inoltre, il Decreto Sostegni è intervenuto, sul Decreto Cura Italia, portando al 30 giugno, l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. Ovvero, per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati con certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legale, attestante la condizione di rischio. Inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità accertata ex art.3, comma 3 L.104/92. La novità introdotta dal Decreto Sostegni si applica anche al 2020, ovvero dal 17/3/2020 al 31/12/2020, nonché dall’1/1/2021 al 30/06/2021.

Ecco perché tanti lavoratori fragili e chi è in quarantena saranno più sollevati dopo questo chiarimento dell’INPS

Con il messaggio n.1667/21, l’INPS fornisce istruzioni operative per i lavoratori dipendenti del settore privato aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia riconosciuta dall’INPS.

L’Ente, quindi, procederà al riconoscimento dei lavoratori fragili del settore privato assicurati per la malattia per il periodo 17/3/2020 al 31/12/2020, nonché dall’1/1/2021 al 30/06/2021. Compatibilmente con la disponibilità e nei limiti delle risorse finanziarie assegnate.

In ordine alla tutela della quarantena, la Legge di Bilancio, dall’1/1/21, ha eliminato l’obbligo del medico curante di indicare il provvedimento che l’ha originata. In particolare, gli estremi del provvedimento che dava origine alla stessa.

Certificati più snelli

Tuttavia per gli eventi del 2020, sono sorte molteplici difficoltà per i medici curanti. Molte Regioni hanno affidato ai medici curanti la competenza a disporre l’isolamento per quarantena, equiparando la certificazione medica a quella rilasciata dall’operatore di sanità pubblica.

Il Ministero del Lavoro, intervenuto sul punto, ha dichiarato valide le misure organizzative delle Regioni, nonché che possono sanarsi le certificazioni carenti del certificato.

L’INPS, pertanto, ha comunicato che le Strutture territorialmente competenti, per la gestione dei certificati giacenti del 2020, riconosceranno la tutela della quarantena. Ovvero, anche laddove non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento dell’operatore di sanità pubblica. Ecco illustrato perché tanti lavoratori fragili e chi è in quarantena saranno più sollevati dopo questo chiarimento dell’INPS

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