Ecco perché questo gesto apparentemente banale nasconde gravi conseguenze

In cucina l’olio non può mai mancare. Non importa che lo si usi per condire insalate o per cuocere fritture. L’olio è sempre protagonista.

Una volta utilizzato, però, si presenta sempre il problema di come smaltirlo. La tentazione sarebbe quella di gettarlo nel lavandino. E quindi liberarsene facendo scorrere l’acqua.

Eppure, non c’è cosa più sbagliata da fare. L’olio gettato nel lavandino ha ripercussioni sulle tubature. Oltre che sull’ambiente circostante.

L’olio esausto, anche quello degli alimenti sott’olio, non è biodegradabile e, quindi, va smaltito nel modo giusto.

Smaltire correttamente l’olio dovrebbe essere una sana abitudine per imparare a rispettare l’ambiente. E ciò dal momento che il 60% dell’olio esausto proviene dal consumo domestico.

Ecco perché questo gesto apparentemente banale nasconde gravi conseguenze.

Inquinamento

Gettare l’olio nel lavandino rappresenta una grandissima fonte di inquinamento. Infatti, raggiungendo mari o laghi l’olio non si mescolerà con l’acqua ma si depositerà sulle superfici impedendo il passaggio dei raggi solari.

Questo avrà delle ripercussioni molto negative sulla sopravvivenza dei microrganismi vegetali e animali che vivono in laghi e mari.

Inoltre, se l’olio esausto arrivasse ad intaccare le falde acquifere renderebbe non bevibile litri e litri di acqua. Questo si legherebbe a un aumento di costi di gestione per ottenere una corretta depurazione dell’acqua.

La stessa cosa potrebbe avvenire se l’olio raggiungesse i terreni. Infatti, si formerebbe uno strato di questa sostanza che impedirebbe alle piante di assorbire dalla terra le sostanze utili.

Ecco, dunque, perché questo gesto apparentemente banale nasconde gravi conseguenze.

Come smaltirlo

Il consiglio che si può dare è quello di utilizzare una bottiglia o un flacone vuoto per raccogliere l’olio. E smaltirlo correttamente una volta pieno.

Le bottiglie di olio potranno essere portate ai vari centri di raccolta distribuiti sul territorio.

Isole ecologiche ma, frequentemente, anche supermercati e distributori di carburante sono a disposizione per raccogliere queste sostanze.

Lo smaltimento degli olii, poi, è gestito dal CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli olii e dei grassi vegetali e animali esausti). Il compito è quello di convertire l’olio esausto in combustibili vegetali, prodotti per la cosmesi o glicerina.

Consigliati per te