Ecco perché la bellezza dimora a Tivoli

Ecco perché la bellezza dimora a Tivoli, dove vi abbiamo già portati, per conoscere Villa Adriana. Oggi invece vi presentiamo la cittadina a pochi chilometri da Roma per un altro, notevole, capolavoro dell’architettura italiana.

Ecco perché la bellezza dimora a Tivoli

Tivoli è infatti un unicum per la concentrazione di bellezza che riserva il suo abitato. A Tivoli, da millenni, l’acqua e la terra si fondono dando vita ad uno straordinario equilibrio. La sapiente ingegneria umana ha saputo sfruttare appieno le preziose risorse qui presenti.

Villa d’Este

La nostra meta è Villa d’Este, straordinaria testimonianza del giardino “all’italiana” che l’Unesco ha inserito nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità. Come sempre, l’Italia fa scuola. E Villa d’Este non è da meno. Le sue fontane con i giochi d’acqua, le grotte e i ninfei che la connotano sono state prese a modello dai più grandi giardini d’Europa. Quella di Villa d’Este è una straordinaria storia di rivincita, in cui solo l’amarezza della sconfitta sa spingere l’animo umano ad osare ancora di più.

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Una mancata elezione

Roma si sa, è terra di Papi e di cardinali sconfitti nel corso delle elezioni. È questo il caso di Ippolito II d’Este che, sconfitto nell’ascesa al soglio papale, venne compensato con la nomina a Governatore di Tivoli. Per celebrare il nuovo status sociale raggiunto, il cardinale volle evocare i fasti della corte di Ferrara anche a Tivoli. La costruzione di una villa con annesso giardino era proprio quello che cercava.

La Villa

Attorno alla metà del sedicesimo secolo gli architetti conclusero il piano di costruzione della Villa. Le sale furono affrescate da alcuni tra i maggiori protagonisti del manierismo. I lavori di sistemazione della Villa proseguirono nel corso del Seicento, quando ad Ippolito II subentrò Alessandro d’Este. La Villa richiede infatti un’intensa attività di restauro e mantenimento, per contenere la vegetazione straripante e per riparare gli eventuali danni di natura idraulica.

Decadenza e abbandono

Purtroppo, già a partire dal XVIII secolo la Villa iniziò a subire un periodo di decadenza causato dalla mancanza di manutenzione. Il risultato fu che, gradualmente, il complesso venne abbandonato. Soltanto attorno alla seconda metà del diciannovesimo secolo vennero avviati piccoli lavori di ripristino della Villa. Giorno dopo giorno, il complesso venne ripristinato e le fontane ripreso a zampillare. Purtroppo, le barbarie della Seconda guerra mondiale non risparmiarono nemmeno la Villa. Un nuovo programma di restauro venne avviato e oggi la Villa è di nuovo in funzione e aperta alla visita del pubblico.

Ecco perché la bellezza dimora a Tivoli: conoscete un altro posto dove convivono due gioielli come quelli che trovate a Tivoli?

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