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Ecco perché continuare a stipulare mutui con il tasso variabile, ma occhio a truffe e inganni

Ecco perché continuare a stipulare mutui con il tasso variabile, ma occhio a truffe e inganni. Tutti noi sappiamo che cosa sia un mutuo. E quasi tutti ne abbiamo stipulato uno, prima o poi. Che sia per l’auto, chiamato finanziamento, o che sia per la casa. O per altro, tipo moto, scooter o, per pochi fortunati, per una barca. In ogni caso ci abbiamo avuto a che fare. Ed una cosa abbiamo certamente imparato. Che esistono mutui di due tipi, essenzialmente. A tasso fisso ed a tasso variabile. Qualcuno propone anche mutui misti. Che partono in una delle due maniere. E che si trasformano nell’altra al sopraggiungere di determinate condizioni di mercato. Ma non li consigliamo assolutamente. Perché sono costosi, e parecchio. Infatti ogni passaggio da un sistema all’altro ha dei costi. Cosa credete, che vi facciano favori a gratis?

Dicevamo di tasso fisso e variabile. Il primo tipo prevede la stipula di un contratto ad un tasso sempre fisso. Quello è e quello rimane per tutta la durata del mutuo. Il secondo caso, ovviamente, varia. Ma in base a cosa? In base al tasso di riferimento ufficiale. Che è quello della BCE. Quello che tutti seguono. E che al momento attuale è pari a zero. Già, proprio così. Se non lo sapete, vivete sulla Luna.

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I più attenti di voi diranno: ma io ho il tasso variabile e non pago zero. Pago una certa percentuale. Al che noi vi risponderemo che, ovviamente, deve essere così. Perché la banca guadagna proprio su quel differenziale, o spread, che vi applica rispetto al tasso ufficiale di finanziamento. Quindi se il vostro spread è, diciamo, dell’1%, quello è il suo guadagno. Ecco perché conviene continuare a stipulare mutui con il tasso variabile, ma occhio a truffe e inganni.

Ecco perché continuare a stipulare mutui con il tasso variabile, ma occhio a truffe e inganni

E quando parliamo di spread, tocchiamo un tasto dolente. Che è appunto all’origine dell’assunto del titolo. Occhio alle truffe ed agli inganni. Da parte di chi? Ma da parte delle banche e/o finanziarie, ovviamente. Perché, se ci pensate bene, se il loro unico guadagno è lo spread, vorranno che quello sia il più alto possibile. Considerate anche che, in media, lo spread sui mutui a tasso variabile è più basso di quelli a costo fisso. Questo perché nei primi il rischio legato all’andamento variabile dei tassi di interesse ricade sul mutuatario. Nel secondo caso, invece, sulla banca.

E quanto deve essere uno spread sul tasso variabile per essere giusto? Niente paura, ve lo diciamo noi. Deve essere dell’1,6%. E vi diciamo anche un’altra cosa. Lo spread applicato da banche e finanziarie, in media, varia dall’1 al 3%. Meno dell’1% è virtualmente impossibile trovarlo. Ma più del 3% si trova anche con facilità. Quindi fate molta, molta attenzione. Tenete bene a mente la percentuale che vi abbiamo dato. E cercate con estrema attenzione l’istituto a cui rivolgervi per i vostri mutui. Perché i soldi sono i vostri, ricordatevelo. E quanto più riuscite a risparmiare, meglio è per voi.

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