Ecco perché chi vive in posti con poca luce perde la gioia e la salute

Per chi è nato e cresciuto in Italia sembra impossibile vivere senza la luce del sole. Anche nelle regioni più nordiche i raggi solari fanno sempre capolino anche se timidamente.

È rinomato che prendere troppo sole sia pericoloso e che ci si debba proteggere con delle adeguate creme e filtri solari. Questo sia in inverno quando andiamo sulla neve, sia a partire dai mesi caldi ovvero in primavera. La protezione eviterà le scottature e anche l’invecchiamento della pelle. Ci aiuterà anche a non accentuare i segni e le macchie già presenti sull’epidermide.

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Ecco perché chi vive in posti con poca luce perde la gioia e la salute

Un altro pericolo che si può correre è quello invece di non essere sufficientemente esposti alla luce del sole. Ci sono numerosi studi che spiegano l’importanza della produzione di melatonina e vitamina D. Le popolazioni e le persone che vivono in Paesi dove non c’è molta esposizione come la Scandinavia o la Gran Bretagna soffrono infatti di diverse patologie. La vitamina D è infatti responsabile del corretto funzionamento del nostro corpo.

Secondo uno studio recente promosso dall’AIRC e nel grande studio europeo EPIC si parla dell’influenza positiva contro il cancro. Oltre ai benefici che la vitamina D ha nel rafforzare la struttura ossea, questa apporta anche una regolazione ormonale e controlla le infiammazioni del sistema immunitario.

Gli effetti negativi della carenza di vitamina D

Si possono riscontrare sempre secondo gli studi dell’AIRC patologie del metabolismo osseo. Fra queste si riscontrano rachitismo, osteoporosi e anche malattie neurologiche come la sclerosi e fibromialgia. Non sono da sottovalutare i sintomi psicologici quali depressione e mancanza di stimoli vitali.

Soprattutto nelle popolazioni scandinave si è riscontrata un’alta percentuale di pazienti con depressione ed istinti addirittura suicidi. Ecco perché chi vive in posti con poca luce perde la gioia e la salute. Non è raro che in questi Paesi ci si munisca di lampade solari che producono più o meno lo stesso effetto artificiale dei raggi solari. Anche secondo il NCBI (National Center for Biotechnology Information) negli USA si stilano tutti gli effetti e le patologie scientificamente provate della mancanza di luce solare.

Per integrare la vitamina D con l’alimentazione senza ricorrere ad integratore possiamo migliorare la nostra dieta. Assumiamo cibi ricchi di questa vitamina come i pesci (salmone, sgombro ad esempio) e i tuorli d’uovo.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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