Ecco perché avere più contanti o banconote non significa essere più ricchi

Diventare più ricchi è naturalmente il sogno di tutti noi. C’è chi vorrebbe diventare più ricco per la sicurezza che ne deriva, altri per permettersi una vacanza in più. Altri ancora, solo per il gusto di esserlo. Ebbene, tutti abbiamo i nostri motivi e i nostri metodi per riuscirci.

Noi di ProiezionidiBorsa cerchiamo sempre di dare i migliori consigli per portare a casa più soldi ogni mese. C’è però un fattore che, senza conoscerlo troppo a fondo, vediamo come il determinante. Pensiamo, infatti, che chi è ricco è, banalmente, chi ha tanti soldi. Portafogli a fisarmonica, contanti, banconote.

Pensiamo cioè che siano il sintomo della ricchezza. Ebbene, non ci siamo mai sbagliati così tanto in vita. Ecco perché avere più contanti o banconote non significa essere più ricchi.

Ricchezza e banconote

La ricchezza e le banconote sono due cose molto diverse. Da tempo, secoli in realtà, gli economisti hanno chiarito che avere più banconote non è la soluzione per essere ricchi. Certo, se in poche persone vedono aumentare le proprie banconote o il proprio conto in banca diventerebbero più ricche.

Il problema è che se questo aumento fosse generalizzato, magari spingendo le banche centrali a stampare moneta, sarebbe una catastrofe. Non essendo legato a nessun lavoro o produzione di ricchezza, questi soldi sarebbero carta straccia.

Da sempre le dittature di mezzo mondo, tra cui il caso lampante del Venezuela, stampano moneta e la danno ai cittadini. Quest’azione però provoca una forte inflazione che, anche nel breve periodo, può far crollare il valore dei beni che possediamo.

Potere d’acquisto

Ciò che conta davvero è il cosiddetto potere d’acquisto. Non importa la quantità di soldi di cui disponiamo. Ciò che è fondamentale è capire cosa possiamo comprare con ciò che abbiamo. Quindi, lavoro, lavoro, lavoro. Ecco perché avere più contanti o banconote non significa essere più ricchi.

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