Ecco le Regioni italiane più a rischio di frane e alluvioni secondo gli esperti

Uno studio dell’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha evidenziato i rischi idrogeologici cui esposto il nostro territorio. Ne è emerso che circa l’88% dei Comuni italiani è esposto a qualche rischio di frane o alluvioni. Vi sono, al riguardo, delle Regioni che per la loro conformazione morfologica, presentano una maggiore esposizione. Quindi, sono circa otto milioni gli italiani che vivono in zone a rischio. Quest’ultimo, poi, è più o meno basso e gli indicatori di pericolosità vanno da P1 a P4, cioè da bassa a elevata pericolosità. Ecco, quindi, quali sono le Regioni italiane più a rischio di frane e alluvioni secondo gli esperti. Ebbene, l’area italiana più colpita è quella del versante adriatico.

Regioni a rischio di alluvioni

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Per quanto riguarda le alluvioni, la classifica stilata dall’ISPRA è la seguente. Al primo posto c’è l’Emilia-Romagna dove il rischio riguarda circa il 45% del territorio. Al secondo posto abbiamo la Toscana, di cui circa il 12% del territorio presenta il rischio di alluvioni. Inoltre, vi sono anche altri pericoli idrologici. Al terzo, troviamo la Lombardia, con il 10% del territorio coinvolto. Poi, a seguire, ci sono: Veneto e Piemonte, di cui, rispettivamente il 9,3 e 8,1%, sono interessati da detto fenomeno. Le altre Regioni, invece, presentano percentuali più basse. Tuttavia, il dato rilevante è che nessuna è del tutto fuori pericolo.

Ecco le Regioni italiane più a rischio di frane e alluvioni secondo gli esperti

Secondo quanto riporta l’ISPRA, ben 7.145 sono i Comuni italiani, presentano un rischio medio-alto di pericolosità idraulica o franosa. Inoltre, statisticamente, sono oltre 1.000 gli eventi franosi che si registrano ogni anno. Ebbene, le Regioni maggiormente interessate ai pericoli di frane sono i seguenti: 1) Valle D’Aosta, con circa l’81,9% del territorio esposto a pericoli medio-alti; 2) Emilia-Romagna e Toscana, con il 14,7% di rischio; 3) poi, abbiamo: Liguria, Marche, Molise, Basilicata e Campania, con percentuali di rischio al di sopra del 10% del territorio. Si noti che le zone più interessate da questi fenomeni naturali sono quelle percorse dall’Appennino. In definitiva, la diffusione di questi dati dovrebbe allertare gli amministratori locali e le popolazioni. Al riguardo, un monitoraggio costante potrebbe essere una delle soluzioni. Esso, infatti, permetterebbe di adottare misure speciali, mettendo in sicurezza i luoghi maggiormente a rischio.

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