Ecco la nuova tassa attesa per maggio che potrebbe abbattersi anche sugli utenti finali

Il Governo recentemente insediato ha avviato studi e simulazioni per una nuova imposta. Ecco la nuova tassa attesa per maggio che potrebbe abbattersi anche sugli utenti finali. Si tratta della cosiddetta digital tax. Avrebbe dovuto essere già entrata in vigore, ma il Governo ha poi preferito valutare più attentamente il rapporto costi e benefici, ed anche le concrete modalità di riscossione della stessa. Non è certo una tassa facile da incassare. Il Ministero Economia e Finanza prevede che la prima rata debba addirittura essere versata entro il 16 maggio.

È un’imposta di cui si parla da anni. Dovrebbe consentire di recuperare gettito fiscale dalle multinazionali del web. Proprio per questo finora è stato praticamente impossibile costruirla concretamente ed incassarla. Le multinazionali si sono sempre difese grazie al principio per cui la tasse devono essere versate nel paese in cui si produce il reddito tassato.

Ecco allora la nuova tassa attesa per maggio che potrebbe abbattersi anche sugli utenti finali, dopo una lunghissima gestazione. Si è sempre pensato che questa tassa potesse divenire realtà solo sotto un Governo esperto di economia globalizzata e di normative europee. Proprio il tipo di esperienza dell’attuale Presidente del Consiglio italiano.

I destinatari della nuova imposta

La tassa dovrebbe colpire le imprese con un fatturato totale di 750 milioni e con ricavi specifici ottenuti in Italia non superiori a 5 milioni e mezzo. Questo è il punto nodale della normativa. Occorre stabilire un criterio per stabilire che quella certa quota del fatturato è stata prodotta in Italia e non in altri paesi. Se manca il criterio territoriale non si può pensare che la multinazionale debba versare le relative tasse in Italia.

L’ammontare dell’imposta

L’aliquota ammonta al 3% sui ricavi e si liquida trimestralmente. I servizi che saranno tassati sono la fornitura di servizi di pubblicità on line accessibili agli utenti. La tassa colpirà anche chi fornisca un sistema di interfacciamento che consenta agli utenti di rimanere più facilmente in contatto tra loro.

Cosa cambia per gli utenti privati

La speranza degli utenti privati è che molti servizi oggi gratuiti non diventino improvvisamente a pagamento. Ormai molti non potrebbero più rinunciare a piattaforme e servizi di uso quotidiano. E purtroppo, spesso, i big hanno l’abitudine di scaricare i costi sugli utenti finali.

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