Ecco la dieta della piramide a basso indice glicemico che non inquina

Molti conoscono fin da piccoli varie regole della salute a tavola, che ci spronano a seguire un’alimentazione corretta. Ma ecco l’ultima novità, dopo le diete detox. Ecco la dieta della piramide a basso indice glicemico che non inquina.

Prevede alimenti raggruppati in base al loro impatto sulla salute, ma anche sull’ambiente. Ecco quali sono gli alimenti contenuti e le curiose novità che la spinta all’eco food ci porta in tavola.

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Questi gruppi di alimenti sono raccomandati

Sono 18 i gruppi di alimenti quotidianamente raccomandati. Dovremmo consumare due volte al giorno frutta, verdura, cereali integrali. Una volta al giorno possiamo gustare cereali raffinati a basso indice glicemico come pasta, orzo, frutta secca, olio di oliva o mais e girasole. Ottimo anche il latte fermentato come yogurt o kefir.

Pesce e legumi sono la scorta proteica da fare quattro volte alla settimana. Patate e riso raffinato meglio una o due volte alla settimana, così come la carne rossa, i dolci, i formaggi e il burro. La carne rossa o lavorata sarebbe da consumare solo occasionalmente.

Ecco la dieta della piramide a basso indice glicemico che non inquina

Se riclassifichiamo la nostra lista in base all’impronta di carbonio, però le cose cambiano. La pasta condita andrebbe mangiata due volte alla settimana. E non dovremmo fare il bis di avocado o quinoa, perché il loro trasporto dall’America Latina non è salutare per l’ambiente.

Se siamo in Africa, il pesce raccomandato è la tilapia. Nel Nord Europa il pane non è di frumento ma di segale e in Asia il legume principe è la soia. A proposito di prodotti che riducono le emissioni, ecco qualche curiosità.

Il nuovo cibo del futuro

L’Università di Pittsburgh ha scoperto che il fusillo o il maccherone sottovuoto, resi piatti come piumoni usciti dalla lavanderia, occupano meno spazio nella confezione. Diventano come al solito, tridimensionali, dopo cinque minuti di cottura.

Invece il gruppo Nestlé ha creato una nuova generazione di piante di caffè Robusta a basso impatto ambientale. Essendo più resistente, produce il 50% in più, ha bisogno di meno fertilizzanti e riduce del 30% l’impronta di anidride carbonica nei processi produttivi.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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