Ecco la città dove le tasse si pagavano anche a suon di prosciutti

La forza della tradizione gastronomica del Friuli-Venezia Giulia è fatta di piatti squisiti che sono il simbolo della transizione dalla cucina padana e latina a quella dell’Europa Centro-Orientale. Questo curioso mix è nato soprattutto sotto la dominazione asburgica.

Il largo uso delle spezie, uno spiccato gusto per l’agrodolce e per la selvaggina caratterizzano queste terre. Sono patria di prodotti tipici particolarissimi. Che sono veri alfieri di una tradizione multietnica. Scopriamoli oggi con l’aiuto degli Esperti di Viaggi e Turismo di ProiezionidiBorsa.

Ecco la città dove le tasse si pagavano anche a suon di prosciutti

Già in epoca celtico-romana la zona di San Daniele era apprezzata per la stagionatura delle carni lavorate. Tant’è che il Patriarcato di Aquileia ritirava il pagamento delle tasse anche a suon di prosciutti. Ecco la città dove le tasse si pagavano anche a suon di prosciutti.

La produzione attuale, che ha reso famosissima in tutto il Mondo questa città, si basa su carni rigorosamente selezionate. La lavorazione porta, dopo una stagionatura di almeno 12 mesi, a un prosciutto rosso-rosato, morbido e dal gusto dolce.

San Daniele e i suoi gustosi “fratelli”

Non tutti sanno che il San Daniele ha dei “fratelli” molto gustosi, che provengono dalle colline circostanti.

Il primo è il prosciutto di Sauris, prodotto nell’omonimo comune dell’Alta Carnia. Che deriva da cosce di suini allevati in zona, aromatizzate con ginepro e spezie. Quindi esposte ai fumi di essenze resinose o faggio. Infine, venivano stagionate con cura per almeno dieci mesi.

Il prosciutto Carsolino si produce invece nella zona di Monrupino, al confine con la Slovenia. In particolare, nelle località di Zolla, Rupingrande e Farnetti. Lì allevano i suini a cereali, patate, radici, semola. Il prosciutto Carsolino, dopo un periodo di salamoia aromatica, matura in soffitta per 6 mesi, quindi in cantina per 6-12 mesi.

Nel menù con fagioli, Gubana, Peta e grappa

Un menu che si apre con una selezione di prosciutti friulani non può dimenticare un assaggio di Peta, un insaccato tondeggiante davvero curioso. È ottenuto da un trito misto di manzo, maiale, capra e selvaggina, aromatizzato con semi di finocchio e si produce intorno a Pordenone.

Possiamo gustarla anche tra le mura di Porcia, annaffiata da ottime bollicine extra dry. Si passa poi alle zuppe di legumi e cereali della Valle del Chiarsò e della Val Meduna. Infine, si brinda a grappa e Gubana, la specialità di Gorizia che mescola alla frolla un trito di noci, zibibbo e uvetta.

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