Ecco il timballo di anelletti al forno alla palermitana per un pranzo della domenica indimenticabile

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Oggi la Redazione di ProiezionidiBorsa presenta un piatto a dir poco ricco e saporito, assolutamente da provare. E particolarmente indicato per un giorno di festa, quando a tavola si riunisce tutta la famiglia.

Dunque, ecco il timballo di anelletti al forno alla palermitana per un pranzo della domenica indimenticabile.

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La particolarità del timballo è il formato

Si racconta che gli anelletti nascano, nel loro formato, presso i mulini costruiti dagli arabi nell’area tra Trabia e Termini Imerese. Sembra, infatti, che la tipica forma a cerchio richiamasse i monili delle donne arabe. Ancora, si racconta che nel cuocere la pasta, in acqua bollente, i Saraceni usassero la modalità di cottura a timballo. E questo ancora prima che si diffondesse la tecnica di cottura in acqua.

Oggi il timballo è un formato ancora molto utilizzato a Palermo e in Sicilia, soprattutto nella preparazione di questa ricetta. Gli anelletti, infatti, sono adatti a raccogliere il condimento e si adattano perfettamente al timballo, sia per forma che per consistenza.

Passiamo a fare la spesa

Ecco, dunque, gli ingredienti occorrenti:

a) 500 gr di anelletti;

b) 400 gr di trito misto vitello e maiale;

c) 700 gr di conserva di pomodoro;

d) 200 gr di piselli;

e) 100 gr di concentrato di pomodoro;

f) una  cipolla, un aglio, un carota, due coste di sedano;

g) 250 gr di tuma;

h) 70 gr di caciocavallo ragusano;

i) un bicchiere di vino rosso;

l) qualche foglia di alloro e di basilico;

m) noce moscata,

n) un cucchiaino di zucchero:

o) pangrattato, quanto basta;

p) olio evo, sale e pepe, quanto basta.

Prepariamo il timballo di anelletti al forno

In estate, per questa preparazione, vengono usate sottili fettine di melanzane fritte. Queste ricoprono lo stampo del timballo che, dopo la cottura, viene servito rovesciato con le melanzane in bella vista.

Di seguito presentiamo invece una versione semplificata, senza le melanzane. Qualcuno aggiunge anche delle uova sode.

Mettiamo mano in cucina

Per il ragù, in un tegame a fondo spesso e in abbondante olio caldo, versiamo il trito di cipolla, l’aglio, la carota e il sedano. Procediamo con il soffritto; aggiungiamo, poi, il trito di carne e facciamo cuocere per qualche secondo a fuoco vivace. Sfumiamo, infine, con il vino.

Aggiungiamo il concentrato e la salsa di pomodoro e i piselli, prima di abbassare la fiamma. Ora versiamo lo zucchero, la noce moscata, l’alloro, il basilico e il sale. Facciamo cuocere con il coperchio, per circa due ore, mescolando ogni tanto.

A parte cuociamo, in acqua bollente e salata, gli anelletti e scoliamoli ancora ben al dente. A questo punto, amalgamiamo la pasta con qualche mestolo di ragù, metà caciocavallo grattugiato e pepe.

Prepariamoci ad infornare

Ungiamo con olio una teglia con la cerniera, e cospargiamo con abbondante  pangrattato. Versiamo metà della pasta condita, poi aggiungiamo del ragù e uno strato di tuma a tocchetti.

A seguire, versiamo l’altra metà della pasta, poi ancora ragù e tuma; livelliamo e pressiamo bene il tutto. In ultimo, finiamo con il caciocavallo e una spolverata generosa di pangrattato.

Ora inforniamo a 190° per circa trenta minuti.

Nulla da eccepire: ecco il timballo di anelletti al forno alla palermitana per un pranzo della domenica indimenticabile. Infine, in quest’articolo presentiamo la ricetta dei maccheroni al grattè.

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