Ecco i consigli da seguire per gustare una colomba coi fiocchi

Il dolce più discusso della Pasqua, soffice e gustoso, artigianale o acquistato al supermercato, la colomba, è il simbolo per eccellenza sulle tavole italiane durante le festività.

Questo tipo di dolce oltre alla versione classica, lo si trova in più varianti, con canditi o senza, al cioccolato, al limone o altro ancora.

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Ma non tutte le colombe sono davvero eccezionali e non bisogna lasciarsi ammaliare da un prodotto artigianale, che pur rispettando determinati canoni di gusto,  spesso non possiede determinati requisiti ministeriali.

Ecco i consigli da seguire per gustare una colomba coi fiocchi

Le colombe artigianali possono variare molto nel gusto, nella lavorazione e personalizzazione. Ovviamente si presuppone che le materie prime siano di primissima qualità.

Per le colombe in produzione industriale, invece, bisogna far attenzione alla lista degli ingredienti. Ad esempio, una a colomba al limone potrebbe non contenere i limoni di Sorrento IGP, ove non specificato. Oppure ad esempio, gli aromi non sono naturali ma di natura chimica e così via.

Altro aspetto importante può essere anche la lievitazione. Una colomba ben lievitata è soffice e digeribile. Per ottenere un ottimo risultato bisognerebbe utilizzare il lievito madre per una lievitazione di almeno 24 ore.

Una delle differenze più importanti tra i due prodotti sono i conservanti.  Le colombe artigianali ne sono prive e devono essere consumate in pochi giorni.

Come ci accorgiamo di un prodotto davvero buono?

La prima cosa da controllare è proprio l’etichetta. Questa deve essere presente fuori dalla confezione e deve elencare tutti gli ingredienti in proporzione, da quello in quantità maggiore a quello in quantità minore. La lista degli ingredienti non dovrà contenere conservanti e tantomeno non dovrà contenere aromi o coloranti artificiali.

A tutela di una delle più note tradizioni dolciarie, una colomba tradizionale dovrebbe avere determinate caratteristiche come riportato nel decreto del 16 maggio 2017 che ha apportato delle modifiche al decreto 22 luglio 2005. Il decreto chiarisce gli aspetti sulla disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti da forno. Oltre la colomba sono elencati il Savoiardo, il Pandoro, il Panettone e l’Amaretto.

La colomba deve avere quindi determinati requisiti, come ad esempio almeno il 4% di uova di gallina categoria A. Anche il burro non deve essere inferiore al 16% e deve essere ottenuto dalle creme di latte di vaccino e così via.

Gli aromi, poi,  devono essere esclusivamente ottenuti con metodi naturali. Di conseguenza, ad esempio, la bacca di vaniglia non può essere sostituita dalla vanillina e così via. Inoltre da non sottovalutare la data di produzione e quella di scadenza, che evidenziano un prodotto fresco e senza conservanti, da consumare subito.

Questi sono solo pochi consigli da seguire per riconoscere e gustare una colomba coi fiocchi e per essere guidati all’acquisto di un prodotto perfetto per il nostro palato e la nostra salute.

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