Ecco cosa deve sapere chi ha un conto corrente pignorato e problemi con l’alloggio popolare

A causa di investimenti sbagliati può succedere che ci si ritrovi con dei debiti indesiderati. Questi, a lungo andare, possono portare al pignoramento del conto corrente bancario. In tal caso, potrebbe rendersi necessario l’accesso a un nuovo conto, che permetta, ad esempio, l’accredito di un eventuale stipendio. Il problema non è così poco comune. Molte persone non sanno come risolverlo.

Un’altra fattispecie che può creare disagi riguarda gli alloggi popolari. Se uno dei due coniugi muore e a lui era stata concessa la locazione dell’immobile, cosa succede all’altro? Anche se continua a pagare le spese, potrebbe perdere il diritto di rimanere in quella casa? Oggi risolveremo questi dubbi, infatti ecco cosa deve sapere chi ha un conto corrente pignorato e problemi con l’alloggio popolare.

Due problemi comuni

In primo luogo, la legge non impedisce alla persona pignorata di aprire nuovi conti correnti. Tuttavia, la sua banca potrebbe negare tale possibilità, considerando che è obiettivo degli istituti di credito quello di avere clientela solvibile. Inoltre, i creditori potrebbero estendere il pignoramento anche sul nuovo conto aperto presso la stessa banca, se l’azione esecutiva non ha soddisfatto il loro credito.

Invece, se si apre un conto corrente in un diverso istituto di credito, allora questi problemi potrebbero essere evitati. Tuttavia se i creditori, eseguendo ulteriori indagini finanziare, dovessero venire a sapere di questo nuovo conto corrente aperto presso un’altra banca, potrebbero pignorare anche questo. Se ciò accadesse, occorre però precisare che, se sul conto erano presenti somme prima della notifica del pignoramento, allora i creditori potranno pignorare la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale.

Ecco cosa deve sapere chi ha un conto corrente pignorato e problemi con l’alloggio popolare

Per calcolare tale somma impignorabile occorre moltiplicare per tre l’assegno sociale, che nel 2021 è stato fissato in 459,83 euro.

Pertanto, solo le somme che eccedono la soglia complessiva di 1379,49 euro possono essere oggetto di pignoramento. Se, invece, lo stipendio si riferisce a buste paga accreditate sul conto dopo la notifica dell’atto di pignoramento, i creditori potranno pignorare non più di un quinto del suo stipendio. Il restante 80% non sarà pignorabile e sarà lasciato per il suo sostentamento.

La seconda fattispecie si risolve invece in questo modo. Quando in una coppia di fatto muore il soggetto a cui è stato concesso in locazione un alloggio popolare, il convivente in vita ha diritto di subentrare nel relativo contratto. Se l’estinto era già incluso nel nucleo familiare di appartenenza del defunto e l’ente concedente emette un provvedimento di ricognizione positiva in tal senso. In mancanza di questo, non si verifica una successione automatica nel contratto e la casa potrebbe essere riassegnata ad altri.

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