Ecco cosa bisogna necessariamente sapere sull’ISEE, per non pagare le tasse, risparmiando un mucchio di soldi con il Bonus prima casa

Molti stanno usufruendo del Bonus prima casa under 36. Questo consente di risparmiare sull’acquisto della prima casa, attraverso l’esenzione da alcune imposte. Per accedervi, però, occorre aver chiare le caratteristiche dell’agevolazione. Si consideri che, con la legge di Bilancio, essa è stata prorogata per altri 6 mesi, quindi fino al 31 dicembre 2022.

Anzitutto, abbiamo già indicato quali siano i vantaggi fiscali ottenibili e le agevolazioni a riguardo. Come ivi indicato, i requisiti per usufruire del Bonus prima casa sono due. Il primo riguarda l’età. Quindi, può accedervi chi non ha ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui si stipula l’atto di vendita. Il secondo requisito, invece, riguarda l’ISEE, che non deve essere superiore a 40.000 euro annui. Su questo secondo aspetto occorre fare qualche approfondimento. Quindi, ecco cosa bisogna necessariamente sapere sull’ISEE, per non pagare le tasse, risparmiando un mucchio di soldi con il Bonus prima casa. Vediamo.

Requisito patrimoniale del Bonus prima casa

Una domanda centrale da porsi riguarda l’ISEE da presentare per accedere al Bonus prima casa under 36. In particolare, ci si chiede se occorra presentare quello ordinario o quello corrente. Generalmente va presentato il primo, che fotografa la situazione patrimoniale e reddituale dei 24 mesi precedenti l’anno di presentazione. Quindi, per fare un esempio, l’ISEE 2022 riporta i dati del 2020. Invece, quello corrente riporta i dati di redditi e patrimoni degli ultimi 12 mesi. Di conseguenza, quello del 2022 riguarderà le informazioni economiche del 2021.

Ma vediamo quando si può presentare quest’ultimo. È interessante saperlo, in quanto esso, riportando un ventaglio di informazioni relative ad un periodo più ristretto, può essere più vantaggioso. Ebbene, è possibile presentarlo quando la situazione lavorativa, economica o patrimoniale dei componenti del nucleo familiare sia significativamente cambiata. Il parametro di riferimento è ovviamente rappresentato dalla DSU ordinaria.

Ecco cosa bisogna necessariamente sapere sull’ISEE, per non pagare le tasse, risparmiando un mucchio di soldi con il Bonus prima casa

Quanto sopra indicato vale in generale. Vediamo, però, quali sono i casi specifici in cui si può ricorrere all’ISEE corrente. Essi sono i seguenti:

  • sospensione, riduzione o perdita dell’attività lavorativa;
  • interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari;
  • riduzione superiore al 25% del reddito familiare complessivo;
  • diminuzione della situazione patrimoniale, sempre rispetto all’ISEE ordinario, superiore al 20%.

Si consideri, però, che l’ISEE corrente ha una validità ridotta, che è di 6 mesi dalla data di presentazione del modulo sostitutivo della DSU. In ogni caso, se intervengono le modifiche anzidette, l’ISEE corrente va aggiornato entro due mesi dalla variazione.

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