Ecco come riconoscere la carne fresca, buona e di qualità

Pasquetta è vicinissima e questo significa solo una cosa: grigliata di carne. Quando si cucina una degli aspetti più importanti è la qualità del cibo. Mangiare bene è infatti fondamentale non solo per il nostro piacere, ma anche per la nostra salute. E soprattutto quando si parla di carne è importante saper riconoscere quella avariata e cattiva da quella che invece non lo è. Ecco come riconoscere la carne fresca, buona e di qualità e non rimanere truffati.

Fidiamoci dei nostri sensi

Quando compriamo la carne dal macellaio o nei supermercati dobbiamo affidarci ai nostri sensi. Il primo senso da tenere in considerazione è la vista, cioè come visivamente si presenta la carne. La carne di maiale deve essere rosa perla, quella di vitello rosa chiaro e quella di agnello rosa vivo. Il colore in generale deve essere luminoso e omogeneo ovunque. Se notiamo sfumature gialle, grigie e verde probabilmente la carne è stata conservata male. Anche il grasso è un indicatore importante: deve essere bianco o al massimo giallino, mai scuro.

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Tuttavia non sempre la carne bella esteticamente è anche buona. Infatti possono essere state aggiunte alcune sostanze che la rendono sempre luminosa. Per questo motivo affidiamoci anche agli altri sensi, per esempio al nostro naso. L’odore della carne deve essere delicato. Se sentiamo invece toni acri, pungenti o molto forti evitiamo di comprarla.

Affidiamoci anche al tatto se possiamo, controllando la consistenza della carne. Questa deve essere molto soda e compatta. Se invece è piuttosto molle e viscida allora significa che la carne ha perso elasticità e non è più fresca.

Ecco come riconoscere la carne fresca, buona e di qualità

Sempre con la vista possiamo controllare un altro elemento importante che ci indica se la carne è di qualità oppure no: la marezzatura. La marezzatura è la distribuzione del grasso tra i tessuti muscolari. Quando il grasso è ben infiltrato la carne è sicuramente saporita e tenera. Solitamente si tratta di carni di capi che pascolano e che sono allevati con metodo estensivo.

Anche le razze bovine sono indicazione di qualità. Tra le migliori troviamo la Fassona (da provare assolutamente il bue grasso), la Chianina, la Marchigiana e la Maremmana.

Infine facciamo attenzione a leggere l’etichetta. Qui possiamo trovare le date di confezionamento e di scadenza, ma anche indicazioni sul tipo di allevamento, di macellazione e di conservazione e sulla provenienza dell’animale. Facciamo particolarmente attenzione all’aggiunta di conservanti e al tipo di conservazione (se è sottovuoto allora la carne non è fresca). Infine controlliamo i dati riguardanti la frollatura, cioè la macerazione che rende la carne tenera. Se questo processo è molto lungo probabilmente la carne  non è freschissima e ha subito dei trattamenti per risultare visivamente bella.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riportate QUI»)

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