Ecco chi vince tra Buoni del Tesoro Poliennali e Buoni Fruttiferi Postali

E’ meglio investire in Buoni del Tesoro Poliennali o in Buoni Fruttiferi Postali? È una domanda che probabilmente pochi si fanno, ma che invece sarebbe utile porsi quando dobbiamo investire. Gli Esperti di ProiezionidiBorsa hanno messo a confronto le due tipologia di investimento e hanno provato a dare una risposta alla domanda. Ecco chi vince tra Buoni del Tesoro Poliennali e Buoni Fruttiferi Postali.

Differenza e caratteristiche comuni delle due tipologie di strumenti

Per scegliere la convenienza tra uno strumento piuttosto che un altro, occorre valutare una serie di caratteristiche e non solo il rendimento. In questo caso siamo in presenza di soluzioni di investimento abbastanza simili.

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Sia per i Buoni del Tesoro Poliennali che per i Buoni Fruttiferi Postali, si ha una garanzia dal parte dello Stato italiano. E questo fa sì che il rating, ovvero il grado di affidabilità creditizia, sia uguale per entrambi.

Sono strumenti molto flessibili e possono essere rivenduti in qualsiasi momento, dall’acquisto fino al rimborso. Non ci sono né penalità né costi, ma ci può essere una decurtazione del rendimento.

Una differenza la fa l’investimento minimo, che per il BTP è di 1.000 euro nominali, mentre per i Buoni Fruttiferi Postali parte da 50 euro. Ovviamente questa non è una differenza di poco conto, perché con i Buoni postali si può cominciare a risparmiare da subito. Invece, investendo in un BTP occorre attendere di avere almeno 1.000 euro.

Ecco chi vince tra Buoni del Tesoro Poliennali e Buoni Fruttiferi Postali

Facciamo una simulazione e calcoliamo il rendimento di un investimento in un BTP e in un BFP. Per semplificare facciamo una ipotesi di un investimento di 10mila euro nominali per una durata di 6 anni. Per i Buoni Postali scegliamo la tipologia 3×2, per i BTP ipotizziamo di investire nel bond scadenza 1 febbraio del 2026.

Partiamo dalle caratteristiche di quest’ultimo. Viene rimborsato nel febbraio del 2026. Acquistandolo oggi lo si pagherà 100,7 centesimi. Quindi investendo un importo di 10mila euro nominali, si impiegheranno circa 10.600 euro.

A questi prezzi, a scadenza avremo ottenuto un rendimento annuo dello 0,37%, considerata la cedola e il prezzo attuale. Approssimativamente il rendimento cumulato sarà del 2% per 6 anni.

Vediamo adesso quanto si guadagnerebbe investendo nei Buoni Fruttiferi Postali 3×2. Questi hanno rendimenti crescenti ogni 3 anni e ottengono il massimo risultato alla scadenza dei 6 anni.

Alla fine del 6° anno, il rendimento sarà dello 0,3% annuo lordo, come riportato nel sito di Poste Italiane. Il che significa che il rendimento cumulato sarà dell’1,8%. Infatti a scadenza su 10mila euro impiegati, si avranno 180 euro di rendimento.

Conclusioni

I due strumenti hanno caratteristiche simili e aspetti diversi, che possono fare preferire l’uno o l’altro. Rimanendo strettamente legati al rendimento, il BTP vince di una incollatura. Adesso la scelta tocca a voi.

Approfondimenti

Focus su un BTP che offre un rendimento del 15% cumulato per 13 anni. Leggi qui l’analisi.

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