Ecco chi fa concorrenza al bonus vacanze dello Stato

Ecco chi fa concorrenza al bonus vacanze dello Stato . In questi giorni molti si stanno organizzando per andare al mare oppure in montagna per le vacanze. Il turismo inizia a prendere forma nonostante i pochi soldi a disposizione delle famiglie. Anche gli stessi operatori turistici ne sono consapevoli e si stanno attrezzando per attirare l’attenzione a colpi di offerte. Non ci crederete ma c’è chi fa concorrenza al bonus vacanze dello Stato. La vacanza con lo sconto è sul portale di affitti brevi Airbnb. Questi grandi centri prenotazioni, al pari di Booking, sono stati tagliati fuori dal bonus vacanze. Questo aiuto dato dal Governo ai contribuenti italiani non può essere usato prenotando sui portali online. Le società di prenotazione si sono rimboccate le maniche ed hanno escogitato la contromossa.

Prenotare oggi su Airbnb può garantire prezzi davvero sensazionali. Per fare un esempio: andare in vacanza a Roma un anno fa costava per una settimana in appartamento circa 700 euro. Oggi con 250 euro si va nello stesso appartamento. Le grandi città hanno subito un crollo nelle locazioni. Per far ritornare la voglia di visitare Roma, Firenze, Venezia ci sono prezzi molto ridotti.

Come si sta muovendo il mondo del turismo

L’obiettivo è salvare la stagione. L’emergenza sanitaria causata dal coronavirus ha messo in ginocchio tutti. Alberghi e residence stanno rivedendo i listini in modo da avere il tutto esaurito nei prossimi mesi. C’è la necessità di fare cassa. Sarà per questo che gli imprenditori turistici preferiscono fare uno sconto subito invece che accettare il bonus vacanze. Il motivo è semplice: le imprese i soldi dallo Stato non li ottengono subito. Le strutture saranno rimborsate dal Governo attraverso il meccanismo del credito d’imposta.

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Dove si spende di più

Dando uno sguardo al portale Airbnb salta all’occhio che alcune aree turistiche del Paese hanno alzato i prezzi. E’ il caso di Sicilia e Sardegna e di alcune località di grido di montagna. I rincari vanno dal 10% al 20%. A pagare di più sono coloro che cercano il distanziamento sociale: vacanze in ville isolate oppure in casali rurali. Molti turisti sono disponibili a spendere di più pur di essere al riparo da possibili rischi sanitari. E non danno, infine neanche importanza al bonus vacanze dello Stato.

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