È uno degli ingredienti più utilizzati nell’industria alimentare, fa davvero male?

Qualche anno fa è iniziata una guerra all’olio di palma, presente in numerosissimi prodotti confezionati e non. Da diversi anni si discute del potenziale effetto dannoso sulla salute di quest’olio vegetale.

È un grasso molto diffuso perché è economico, stabile, non altera il sapore. E permette una buona conservazione e consistenza dei cibi.

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È impiegato in decine di migliaia di prodotti. A cominciare da quelli per la colazione, le creme spalmabili. Nonché le zuppe e alcuni piatti pronti.

Insomma, è uno degli ingredienti più utilizzati nell’industria alimentare: fa davvero male?

È uno degli ingredienti più utilizzati nell’industria alimentare, fa davvero male?

Il suo quantitativo di grassi saturi raggiunge il 40-50% del totale.

Non è quindi indicato per coloro che soffrono di patologie cardiovascolari. O soffrono di colesterolo alto.

Numerosi studi confermano che il consumo abituale di olio di palma aumenta la concentrazione di grassi nel sangue.

Risultano, in questo senso, indiscutibili, i benefici di una dieta più attenta nel preservare lo stato di salute cardiovascolare.

Sarebbe quindi opportuno:

  • ridurre il consumo di acidi grassi saturi, soprattutto di origine animale;
  • diminuire il consumo di acidi grassi trans-idrogenati;
  • ridurre il contenuto lipidico della dieta;
  • favorire il consumo di acidi grassi monoinsaturi.

La letteratura scientifica

Nonostante l’opinione pubblica abbia già esposto il suo parere negativo sugli effetti negativi dell’olio di palma, la letteratura scientifica è molto più cauta nell’esprimersi.

In attesa di ulteriori studi, la sostituzione dell’olio di palma con oli vegetali a maggior concentrazione di acido oleico sembra, quindi, rappresentare una mossa preventiva.

In conclusione, piuttosto che puntare il dito contro un ingrediente, sarebbe più corretto ragionare sulla qualità complessiva della dieta.

Infatti, le linee guida consigliano un consumo quotidiano di grassi saturi non superiore al 10%. E ciò rispetto all’introito energetico complessivo.

È consigliabile incrementare il consumo di olio d’oliva, noci, semi e pesce. Tutti alimenti, questi, ricchi di acidi grassi insaturi.

Ce lo chiediamo spesso: “è uno degli ingredienti più utilizzati nell’industria alimentare, fa davvero male?”.

Gli esperti continuano ad indagare.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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