È possibile pignorare il reddito di cittadinanza?

I percettori del reddito di cittadinanza potrebbero chiedersi se, in specifiche circostanze, sia possibile pignorare l’importo della ricarica. Conviene anzitutto sapere che a nulla varrebbe utilizzare solo parzialmente i soldi caricati sulla card al fine di accumulare risparmi. I beneficiari che per prudenza o per non incappare in misure sanzionatorie dovessero spendere parzialmente il sussidio verrebbero privati del denaro non utilizzato. Il che equivale a dire che il mese successivo subirebbero la decurtazione della somma di denaro non fruita fino ad un limite massimo del 20%. La preoccupazione principe che attanaglia alcuni beneficiari inerisce eventuali debiti contratti nei periodi antecedenti alla percezione del sussidio governativo.

Non è raro che alle spalle di contribuenti indigenti e che tuttora versano in gravi condizioni di precarietà economica vi sia una schiera di creditori. Una situazione di disagio finanziario prolungata potrebbe aver determinato l’ineludibile ricorso a prestiti o alla contrazione di debiti per fronteggiare le necessità più stringenti. Ma è possibile pignorare il reddito di cittadinanza per assicurarsi la restituzione di crediti? O, al contrario, il percettore del sussidio governativo può ritenersi al sicuro dal rischio di pignoramento della ricarica? Il contributo relativo alla cittadinanza ha raggiunto sinora 1.041 milioni di famiglie per cui 2,5 milioni di cittadini stanno beneficiando dei supporti finanziari. I creditori potranno dunque partire all’assalto e avanzare legittime pretese?

È possibile pignorare il reddito di cittadinanza?

La normativa che disciplina e regolamenta l’assegnazione del sussidio statale non affronta la questione relativa al pignoramento di beni. Fra le disposizioni governative non figura uno specifico provvedimento relativo alla legittimità di un pignoramento in presenza di una condizione debitoria. In assenza di normativa si naviga a vista con l’aiuto di ipotesi plausibili e reperibili dalla normativa inerente a contributi simili erogati dallo Stato.

Il Codice di procedura civile dispone l’assoluto divieto di pignorare beni alimentari, sussidi di maternità o di invalidità e tutte le agevolazioni a sostengo degli indigenti. Rientrano nella categoria dei redditi intoccabili tutti gli aiuti che le misure governative offrono per garantire il sostentamento ai contribuenti in stato di povertà. Altrettanto valida la considerazione secondo cui il reddito di cittadinanza non raggiunge quanti risultano inabili a svolgere un’attività lavorativa. Al contrario, le iniziative e le politiche che il governo ha attivato sono tese a fornire aiuto nella ricerca di un’occupazione ai percettori. In considerazione di ciò potrebbe anche darsi che il ricorso al tribunale presentato da un creditore trovi la dovuta accoglienza.

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