È possibile coltivare il mare e le fattorie galleggianti sono realtà

Ispirarsi alla natura e sfruttare la tecnologia per costruire delle vere e proprie fattorie galleggianti a impatto zero. Utopia o realtà? Jellyfish Burge questo è il suo nome, esiste ed è funzionante. Gli inventori di tale “rivoluzione agricola” sono Cristiana Favretto, Antonio Girardi e Stefano Mancuso.

I primi due sono architetti ecosostenibili nonché appassionati di tecnologia, il terzo è neurobiologo vegetale. Scienziato di fama internazionale, è stato inserito dal «New Yorker» nella classifica dei “world changers”, gli uomini destinati a cambiare il mondo. Un provvidenziale incontro che ha portato i tre a condividere un importante progetto.

Jellyfish Burge è una serra galleggiante di forma ottagonale. Sembra semplice detto così, eppure le sfide per arrivare al prototipo, presentato al padiglione Italiano dell’Expo di Milano nel 2015, e che ha vinto tutti i premi internazionali possibili, sono state moltissime e di non facile risoluzione. Il più rilevante è stato quello di produrre acqua dolce per la coltura dei vegetali.

L’acqua presente sulla terra non è una fonte illimitata

L’acqua dolce presente sul pianeta blu, come gli astronauti chiamano la terra, utile al fabbisogno umano, è solo il 3%. La scarsità di tale bene in contrapposizione alla crescente richiesta è definita dal World Economic Forum la più importante minaccia in termini di impatto potenziale. Infatti si stima che la popolazione mondiale nel 2050 arriverà a 10 miliardi di persone. Dunque è possibile coltivare il mare e le fattorie galleggianti sono realtà.

Produrre alimenti senza consumare risorse è possibile

L’obiettivo era quello di creare un sistema autonomo per la produzione di alimenti vegetali sfruttando unicamente energie rinnovabili e autoprodotte. Ed è prendendo spunto dalla natura che i tre studiosi sono riusciti a dissalare l’acqua marina consumando pochissima energia solare e sfruttando così il naturale processo di evaporazione. Jellyfish Burge è in grado di produrre cinquecento cespi di insalata in un solo mese. Come scrive Mancuso “prima o poi, inevitabilmente, servirà coltivare il mare per produrre cibo”. Dunque è possibile coltivare il mare e le fattorie galleggianti sono realtà

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