La guida completa su come limitare i danni derivanti dal furto dei dati degli utenti di Facebook, oltre che di tutti gli altri furti di dati in generale

Ebbene, a poca distanza dallo scandalo dell’utilizzo illecito che lo stesso colosso dei social avrebbe fatto dei dati degli utenti, utilizzandoli senza informarli preventivamente e adeguatamente, ne scoppia un altro.

Si tratta di un furto di dati colossale che Facebook avrebbe subito da parte di alcuni hacker. In particolare, questi ultimi hanno forzato il sistema di sicurezza contenente i dati degli utenti Facebook, rubandone ben 533 milioni a livello mondiale. Di essi, solo in Italia, i dati sottratti sarebbero ben 36 milioni.

Poi, vi sarebbero altri 11 milioni del Regno Unito e 32 milioni negli USA. In altri termini, un furto di dati stratosferico, di dimensioni epocali.

A fronte di ciò, il Garante della Privacy ha chiesto al social network di adottare misure per limitare i rischi di danni ai fruitori del servizio.

Inoltre, lo ha sollecitato a rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta agli utenti italiani di scoprire se i loro dati siano tra quelli manomessi. Ma, quali sono i dati rubati?

Ebbene, si tratta di nome, cognome, data di nascita, e-mail e numeri di telefono. Tutti dati che potrebbero essere utilizzati per compiere illeciti ai danni dei malcapitati, mediante swapping, phishing e altri sistemi finalizzati alla sottrazione di danaro.

Tuttavia, ad oggi, è stato diffuso un sito che consente di verificare l’avvenuta violazione. Quindi, di seguito forniremo una guida completa su come limitare i danni derivanti dal furto dei dati degli utenti di Facebook, oltre che di tutti gli altri furti di dati in generale.

Guida completa per limitare i danni

Come anticipato, ad oggi, risale la notizia che una falla nel sistema di sicurezza di Facebook, ha consentito ad alcuni hacker di appropriarsi dei dati di milioni e milioni di utenti in tutto il mondo.

Sicché, abbiamo davvero necessità di consultare la guida completa che ci indicherà come limitare i danni derivanti dal furto dei dati degli utenti di Facebook, oltre che di tutti gli altri furti di dati in generale.

Anzitutto, dobbiamo sapere che i dati sottratti a Facebook sono stati resi pubblici, in maniera gratuita, da più fonti. Sicché, è chiaro che la potenziale esposizione all’utilizzo illecito degli hacker si è già innescato.

Certamente, coloro che hanno inserito una mole inferiore di dati personali sul social, saranno meno esposti a siffatta manipolazione. Tuttavia, una volta avvenuto il corto circuito, cosa bisogna fare per limitare i danni?

Garantire un elevato livello di sicurezza

Anzitutto, poiché tra i dati rubati c’è certamente l’e-mail e il numero di telefono, è necessario concentrare la propria attenzione sulle password, modificandole in modo che sia garantito un elevato livello di sicurezza.

Questo significa che bisogna creare password del tutto sganciate dal nostro nome e dai nostri dati personali. Ossia ricollegabili alla persona o ai familiari. E comunque a tutte quelle informazioni che erano rinvenibili su Facebook (animali domestici, sport, soprannomi, squadre del cuore, dati personali).

Di conseguenza, è consigliabile ricorrere ad una passphrase, che consente di generare un codice alfanumerico ricollegabile a una frase scelta dall’utente.

Oppure, in alternativa, si può ricorrere a un password manager, che consente di generare password con un alto livello di sicurezza, senza che sia necessario doversi preoccupare di memorizzarle.

L’insistenza sulla segretezza e sicurezza della password è giustificata dal fatto che essa comporta una certa vulnerabilità dell’utente, quando agevolmente decodificabile.

Controllare il mittente delle e-mail

Il secondo consiglio della guida consiste nel controllare spesso il mittente delle e-mail.

Infatti, molto spesso, accade che gli indirizzi utilizzati per le truffe siano molto simili a quelli utilizzati dal vero mittente. Differenziandosene solo per un particolare che può agevolmente sfuggire all’occhio umano. Si pensi alla variazione di un solo carattere.

Per queste ragioni, è importante controllare l’indirizzo del mittente e il contenuto del messaggio ricevuto. Quest’ultimo, è certamente pericoloso. E deve far scattare l’allarme rosso se consiste in una richiesta di dati, di accesso a link, di scaricare allegati.

Con la stessa diffidenza dobbiamo rispondere a SMS e telefonate simili. Pertanto, per accertarci circa la vera identità dei mittenti, occorre telefonare preventivamente a chi ci contatta, per appurare la genuinità dei messaggi.

Controllare stranezze che si verifichino sul numero di telefono

Occorre controllare e monitorare eventuali stranezze che si verifichino sul proprio numero di telefono.

Pertanto, in caso di anomalie, occorre contattare il proprio operatore telefonico. Di base, tuttavia, occorre non dare riscontro a messaggi di ogni tipo con i quali si richiedano conferme, dati personali, codici di autenticazione e password.

Cancellare da Facebook il proprio numero di telefono

Inoltre, è bene cancellare da Facebook il proprio numero di telefono, utilizzando metodi alternativi per l’autenticazione a due fattori.

Ciò allo scopo di prevenire che in futuro si possa essere facili prede dei truffatori.

Verificare l’eventuale furto della propria e-mail

Infine, per chi volesse verificare se la propria e-mail sia stata oggetto di un furto, che non sia necessariamente quello occorso a Facebook, è possibile consultare il sito haveibeenpwned.com.

Si tratta di una piattaforma capace di tracciare le più grandi rapine che si verificano nel mondo digitale. Per ottenere la risposta, è sufficiente inserire il proprio indirizzo e-mail e il sistema rivelerà un archivio dal quale risulta il numero di volte in cui è stato violato.

In tal modo, quindi, fornisce l’indicazione voluta, informandoci sul se si è stati, o meno, vittime del furto dei dati.

Da ultimo, la ricerca è eseguibile anche inserendo il numero di telefono, invece che l’indirizzo e-mail. In tal caso, occorre inserire il prefisso italiano +39 prima del numero di telefono.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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