È possibile andare all’estero per turismo in questo periodo?

Chi ha la passione dei viaggi, molto probabilmente, sarà ormai giunto al limite della sopportazione. Ormai è passato un anno esatto dall’inizio della pandemia. E se ripercorriamo i mesi passati, vediamo solo un gran susseguirsi di rinunce. Niente uscite con gli amici, niente weekend e gite fuori porta, niente mostre e musei, niente cinema e concerti, e soprattutto, niente viaggi.

Nessuno vuole sminuire il gravissimo problema sanitario. Né tanto meno possiamo dimenticare chi ha contratto il virus e chi purtroppo ci ha anche lasciati. È però vero che, a lungo andare, non poter viaggiare sta arrecando gravi conseguenze in ambito economico e seri problemi per il benessere psicologico di molte persone.

Viaggiare all’estero in questo periodo

Tornando al caso specifico dei travel addicted, vorremmo fare un po’ di chiarezza. Si sente sempre dire che all’estero ci si può andare solo per comprovati motivi di studio, lavoro e salute. Andando ad approfondire la questione, la faccenda è un pochino diversa.

Alla domanda “È possibile andare all’estero per turismo in questo periodo?” La risposta è sì, ma solo nei Paesi dell’elenco C e seguendo scrupolosamente procedure ben specifiche.

I Paesi dell’elenco C

In base alla normativa italiana, sono quindi consentiti gli spostamenti da e per i Paesi dell’elenco C senza bisogno di fornire alcuna motivazione.

Ecco quali sono i Paesi che fanno parte dell’elenco C:

  • Andorra;
  • Austria;
  • Belgio;
  • Bulgaria;
  • Cipro;
  • Croazia;
  • Danimarca (incluse isole Faroe e Groenlandia);
  • Estonia;
  • Finlandia;
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo);
  • Germania;
  • Grecia;
  • Irlanda;
  • Islanda;
  • Lettonia;
  • Liechtenstein;
  • Lituania;
  • Lussemburgo;
  • Malta;
  • Norvegia;
  • Paesi Bassi (esclusi territori al di fuori del continente europeo);
  • Polonia;
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira);
  • Principato di Monaco;
  • Repubblica Ceca;
  • Romania;
  • Slovacchia;
  • Slovenia;
  • Spagna (inclusi i territori situati nel continente africano);
  • Svezia;
  • Svizzera;
  • Ungheria.

Regole e restrizioni

Ognuno dei Paesi elencati prevede proprie restrizioni per l’ingresso. Infatti, nella maggior parte dei casi si richiede l’esibizione di certificato negativo di tampone antigenico molecolare effettuato entro 72 ore prima della partenza. Altri Paesi si accontentano del test rapido (più veloce e più economico). Quasi sempre ad esempio, unitamente ai test, va consegnata una autocertificazione. Ed infine, alcuni Paesi impongono la quarantena obbligatoria all’ingresso, indipendentemente dall’esito del tampone.

Pertanto, si consiglia di consultare sempre la specifica Scheda del Paese di interesse sul sito ufficiale ViaggiareSicuri.

Rientro in Italia

Quindi, in caso di soggiorno, o anche solo transito dai Paesi dell’elenco C, prima di rientrare in Italia, è obbligatorio:

a) compilare un’autodichiarazione;

b) informare il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente;

c) sottoporsi a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti all’ingresso nel territorio italiano.

Infine, in alcuni specifici casi, è richiesto anche l’isolamento fiduciario.

In ogni modo, possiamo quindi concludere dicendo che sì, è possibile andare all’estero per turismo in questo periodo, ma solo a patto di rispettare tutta una serie di regole e disciplinari che vengono imposti e che sono facilmente reperibili sui siti delle competenti Autorità.

Approfondimento

Ecco dove finalmente si potrà andare dal 27 marzo.

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