E’ matematico che chi versa oggi i contributi non prenderà una pensione che gli basti per vivere…Verso un nuovo terzo mondo anche in Italia?

E’ matematico che chi versa oggi i contributi non prenderà una pensione che gli basti per vivere…Verso un nuovo terzo mondo anche in Italia? Purtroppo la situazione pensionistica nel nostro Paese non è delle migliori, anzi. Ci sono parecchi problemi. Senza scavare troppo, tutti sappiamo quanto sostenuto nel titolo. Il passaggio dal sistema retributivo al contributivo è stato penalizzante. Ovviamente non si poteva fare diversamente, ma… si sarebbe dovuta gestire meglio la situazione prima. Molto meglio. Non si dovevano consentire baby pensioni e pensioni anticipate. Se non per casi rarissimi e ben certificati. Invece, quando il denaro scorre a fiumi come nel dopoguerra, si danno regalie a tutti. Che poi diventano benefici. E nessuno vuole perdere dei benefici.

Per cui si fanno le riforme pensionistiche. Piano, con calma, ovviamente. Perché i pensionati votano. E quindi non bisogna scontentare nessuno. Ma qualcuno invariabilmente rimane scontento lo stesso. Anche se non ci può fare niente. E tutti gli scontenti, inevitabilmente, non smuovono niente e nessuno.

Fatto sta che oggi le pensioni rendono, in media, il 30% in meno dell’ultimo stipendio. E che quindi, se non si pone rimedio alla cosa, la pensione non basterà per vivere. Perché a nessuno fa piacere essere più povero del 30% da un mese all’altro. Quindi andiamo verso un nuovo terzo mondo anche in Italia?

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E’ matematico che chi versa oggi i contributi non prenderà una pensione che gli basti per vivere…Verso un nuovo terzo mondo anche in Italia?

Una cosa è sicura. O le cose cambiano in meglio o deve cambiare la mentalità degli italiani. Sennò il risultato è che la domanda del titolo trovi un’affermazione positiva. Esito che nessuno si augura, naturalmente. Ma come fare ad invertire la rotta, quindi? Come cambiare mentalità? Non siamo dei politici, fortunatamente. Non spetta noi l’ingrato compito di trovare soluzioni. Che purtroppo pare che l’attuale classe politica, da tempo, non sia comunque adatta a trovare.

L’unica alternativa possibile al momento, perciò, è quella di una pensione integrativa. Un deposito mensile presso un istituto accreditato. Che vada ad integrare, al momento della pensione, quella di anzianità che ci verrà fornita dallo Stato. E che ci permetterà di mantenere uno stile di vita adeguato alle nostre esigenze. Soprattutto quando saremo anziani.

La riforma delle pensioni è una delle richieste obbligatorie perché l’Europa eroghi i soldi del Recovery Fund. Il Commissario Gentiloni ha espressamente chiesto, proprio ieri, che venga fatto tutto quello che ci è stato chiesto, e bene. Compresa, anzi, prima la riforma delle pensioni. Che ha un solo scopo, si spera. Non condannarci ad un terzo mondo europeo. A cui ci condanneremmo da soli se non facessimo niente. Come sta succedendo, purtroppo, in quest’ultimo periodo.

 

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