E’ il momento di vendere o di comprare titoli azionari?

E’ il momento di vendere o comprare titoli azionari?

La risposta a questa domanda è amletica quanto lo shakespeariano “essere o non essere”. Perché è sempre il momento di comprare e/o vendere titoli. Si può sempre comprare, infatti, per aumentare una propria posizione in un dato titolo, settore o mercato perché se ne vede l’insita validità. O anche perché le valutazioni sono scese sostanzialmente, e quel titolo, settore o mercato sono fortemente (troppo) a sconto.

Di concerto, è sempre il momento di vendere, soprattutto per capitalizzare un guadagno, di qualunque entità. Eh sì, perché le persone non ci pensano mai, ma finchè un titolo non viene venduto, il guadagno è puramente teorico. Proprio come la perdita (in borsa, infatti, non si “brucia” niente finché non si vende in perdita). Oppure si può vendere perché si deve vendere, per recuperare liquidità da impiegare in altro, o nell’acquisto di titoli azionari e/o obbligazionari di maggior valore relativo. Detto tutto questo, però, adesso è il momento di vendere o comprare titoli?

Tra le due opzioni, siamo sinceramente più a favore della seconda, con tutti gli accorgimenti e le accortezze del caso, ovviamente. Il mercato è ancora troppo volatile e ci sono ancora troppi pericoli. Ma, come ci hanno insegnato grandi investitori come il Barone de Rothschild o Warren Buffett, “si compra quando il sangue scorre per le strade, anche se il sangue è il vostro.” Quindi, bisogna realmente guardarsi intorno, anche perché potremmo (condizionale d’obbligo) aver realmente trovato il fondo del mercato dopo i recenti rialzi dai minimi della seconda metà di marzo. Ancora una volta, perciò, domandiamoci…

E’ il momento di vendere o comprare titoli azionari?

Comprare, dicevamo. Ma perché? Quali sono i punti di forza, oggi, che possano portare a fare questa scelta più convintamente che vendere o stare fermi? Vediamoli.

  • Le vendite a cui abbiamo assistito dai massimi di metà febbraio sono state esagerate, marchiate dal dominio incontrastato dei sistemi automatici di trading, e conseguenza di un panico per una cosa di cui non si sapeva niente (il nuovo Coronavirus). Il mercato, SEMPRE, quando c’è incertezza, fa una cosa sola: vende. Tanto ricomprerà a livelli più bassi.
  • Dopo una caduta così sostenuta, una ripresa a V dei titoli azionari, almeno parziale, era più che necessaria. Anzi, normale. Questo perché tutti si sono resi conto che erano state vendite da panico, non razionali e, soprattutto, non “umane”. Di conseguenza, quando non c’è stato più niente da vendere automaticamente, i gestori sono tornati a fare il loro lavoro.
  • Adesso ci siamo stabilizzati su una buona ripresa dei corsi azionari e obbligazionari, ma la crisi economica è appena iniziata. Di norma, i mercati anticipano il mercato di 6/9 mesi. Quindi ci hanno appena detto che in questo lasso di tempo, dopo la recessione economica che è già arrivata e che non farà che aumentare fino a giugno inoltrato, ci sarà una rapida ripresa.
  • Se in questi 6-9 mesi il mercato sarà ondivago e volatile, la ripresa prossima ventura inietterà una fiducia molto maggiore nei mercati. E l’accumulazione a cui abbiamo iniziato ad assistere avrà maggiori possibilità logiche di sfogarsi verso i guadagni che non verso le perdite.

Quindi?

Giova appena ricordare che nessuno sta dicendo od invogliando alcuno a buttarsi a corpo morto sui mercati perché “…è l’occasione della vita”. Ma un certo qual raziocinio, che abbiamo cercato di spiegare, vede più chance di salita dei corsi azionari ed obbligazionari, dei mercati in generale, insomma, che di caduta. La prudenza è comunque più che d’obbligo, ça va sans dire, così come il non fare da soli, ma affidarsi ai consigli di un consulente d’investimento o sfruttare le raccomandazioni presenti sulle nostre pagine.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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