È curioso e sorprendente ma esiste una ragione per cui i viaggi di ritorno sembrano più brevi dell’andata

Dopo un anno di pandemia pare che molto timidamente la vita a livello internazionale voglia tornare alla normalità. In Italia il ritorno in zona gialla di molte regioni e le conseguenti riaperture stanno concedendo le prime libertà ai cittadini. Dopo l’invasione dei ristoranti ora gli occhi sono puntati sul settore turistico. In tanti, infatti, hanno come primario desiderio quello di tornare a viaggiare. In vista di questo nuovo inizio è quindi interessante capire un misterioso fenomeno legato agli spostamenti.

È curioso e sorprendente ma esiste una ragione per cui i viaggi di ritorno sembrano più brevi dell’andata

Questo fenomeno si definisce “return trip effect”, ovvero “effetto del viaggio di ritorno”, e fa riferimento a quella sensazione comune alla maggior parte dei viaggiatori secondo cui il viaggio di ritorno è percepito come più breve rispetto all’andata a parità di chilometri percorsi.

Lo studio

Secondo uno studio condotto tra Stati Uniti e Olanda questa percezione è frutto di un’elaborazione della mente che modifica il tempo percepito in base alle aspettative. Infatti, anche se la durata temporale del viaggio o i chilometri percorsi al ritorno sono esattamente identici a quelli del viaggio di andata la sensazione comune è di averci impiegato tra il 17 e il 22% in meno al rientro.

La conclusione

Questo perché all’andata il desiderio di arrivare alla meta causa nelle persone impazienza, inquietudine e frenesia che portano grande attenzione al tempo che scorre e una cattiva valutazione dei chilometri da percorrere. In questo modo il viaggio appare molto più lungo del normale. Al ritorno invece la maggiore rilassatezza con cui si affronta il percorso spinge ad avere una visione più veritiera e realistica della strada da fare. Il tempo così smette di dilatarsi e ricomincia a scorrere in modo “normale”.

È curioso e sorprendente ma esiste una ragione per cui i viaggi di ritorno sembrano più brevi dell’andata.

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