E-commerce e coronavirus: rivoluzione dei canali di vendita

“Se la montagna non viene a Maometto, allora Maometto va alla montagna”, afferma un detto popolare. Dove la montagna simboleggia la marea di consumatori che da decenni prende d’assalto i templi moderni del consumismo per antonomasia, i centri commerciali. Ma il lockdown da Covid-19 non poteva non influenzare il modo di vendere e di comprare degli italiani. Che sono emigrati sull’online, al punto che e-commerce e coronavirus, rivoluzione dei canali di vendita sembra essere l’espressione giusta. La riprova la si è avuta a marzo e probabilmente non si tratterà di un fenomeno destinato a prosciugarsi rapidamente.

I dati

Fino a gennaio, la quota degli acquisti online in Italia era pari al 7% circa, contro un 30% del Regno Unito. I dati sono tratti da Nietcomm, consorzio del commercio digitale italiano. Una loro recente ricerca ha messo in luce come il 75% degli acquirenti online del mese di marzo non lo aveva mai fatto prima. Del resto anche la stessa Amazon ha aumentato ulteriormente il numero delle sue consegne da due mesi a questa parte. Solo coincidenze?

Un nuovo modo di concepire gli acquisti

In ballo c’è un nuovo modo di concepire, di vivere e fare shopping. In gioco ci saranno le forme future dell’incontro tra consumatore e venditore, di riformulare strategie di vendita e marketing. Ma anche di “allestire” il negozio virtuale, di praticare politiche di prezzo differenti, di rifondare i canali di passaggio dalla produzione al consumo. I driver delle future modifiche saranno guidati dalla necessità di evitare i contatti ravvicinati (col personale di vendita e altri acquirenti), gli assembramenti. Ma anche le forme di pagamento è probabile saranno riviste. È pur vero che gli italiani amano il cash, il contante, ma per gli esperti di Nietcomm si avrà una parallela crescita dei pagamenti da wallet e da carte di credito.

I canali di vendita delle aziende si riorganizzano

Vista in quest’ottica, ogni azienda, piccola, media o grande che sia, dovrà riorganizzarsi per consegnare la merce a casa (https://www.proiezionidiborsa.it/coronavirus-e-acquisti-in-rete/). Aumenteranno le quote e-commerce e coronavirus rivoluzione dei canali di vendita che magari saranno più corti, privilegiando la vendita diretta. Si pensi ai prodotti agricoli o lattiero-caseari. In America, ad esempio Walmart Usa sta aprendo per gli States i c.d. Super Center, dove il cliente arriva in auto per ritirare la sua spesa già effettuata online. Farà tendenza anche Italia? Di certo aumenterà il numero dei riders, nelle grandi come nelle piccole città. E andrà progressivamente a coinvolgere sempre maggiori settori merceologici, non solo quella ristorazione.

In definitiva, se da tale rivoluzione passerà la futura strategia di marketing, di certo l’imprenditore del domani non potrà esimersi. Rinnovarsi o soccombere per mancate vendite: la sfida sarà portata anche in questi termini.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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