Durante la Cassa Integrazione si può lavorare solo con certi limiti e con la comunicazione all’INPS

Mentre si percepisce il trattamento di Cassa Integrazione non è detto che lavorare sia assolutamente vietato. Anzi, durante la Cassa Integrazione si può lavorare solo con certi limiti e con la comunicazione all’INPS. Vediamo più in dettaglio di spiegare meglio quali sono  le condizioni da rispettare. La legge afferma che se il lavoratore svolge attività retribuita mentre riceve la Cassa Integrazione non ha diritto al trattamento integrativo per le giornate in cui lavora. Questa previsione vale sia per il lavoro subordinato che per quello autonomo.

Ecco quindi un primo criterio per decidere se accettare o meno una proposta lavorativa mentre siamo in Cassa Integrazione. La convenienza c’è se il salario proposto per la seconda occupazione sia maggiore del trattamento di Cassa Integrazione.

Fare attenzione alle fasce orarie

Chiarito che la seconda occupazione è legittima, per non cadere nelle maglie della norma basta fare attenzione agli orari. La Cassa Integrazione non copre tutto quello che era il precedente orario lavorativo. Rimangono delle ore scoperte.

Infatti se la seconda occupazione non si accavalla alle ore di Cassa Integrazione il lavoratore potrà percepire sia in trattamento integrativo che l’altro stipendio. E il lavoratore rispetta quindi il limite posto dalla legge.

Il limite delle ore massime

Dato che la Cassa Integrazione è una integrazione dello stipendio, il lavoratore non deve superare il numero massimo di ore di lavoro consentite dalla legge. Di solito i contratti prevedono un massimo di 48 ore. Quindi occorre che le ore di Cassa Integrazione pagate come lavoro e quella della seconda attività, sommate, non superino il massimo di ore contrattuali.

Durante la Cassa Integrazione si può lavorare solo con certi limiti e con la comunicazione all’INPS. Le comunicazioni obbligatorie

Il lavoratore deve obbligatoriamente comunicare all’INPS la seconda attività che svolge ed il numero di ore. Se non lo fa rischia di perdere il trattamento di Cassa Integrazione. Deve comunicarlo anche al datore di lavoro anche per garantire la reperibilità se prevista dal suo contratto.

 

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