Draghi rinnova un vecchio istituto per aiutare i lavoratori

Tra le prime misure annunciate dal premier c’è il rafforzamento dell’assegno di ricollocazione. Draghi rinnova un vecchio istituto per aiutare i lavoratori. La misura, infatti, era già stata applicata in passato. Nel suo discorso per ottenere la fiducia al Senato, tenuto il 17 febbraio scorso, il premier ha però annunciato un diverso modo di intenderlo ed applicarlo.

Il rilancio di questo strumento

Questo strumento necessita decisamente di una revisione e di un rilancio. Al suo primo esordio, infatti, non fu certo un successo. Fu introdotto con il Jobs Act nel 2005. Consisteva in un assegno fino ad euro 5000 che il lavoratore poteva chiedere e spendere per corsi di riqualificazione professionale.

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La misura nella Legge di Bilancio 2021

La Legge di Bilancio 2021 ha ampliato le categorie degli aventi diritto. Questo voucher spetta infatti anche a chi percepisca la NASPI o la Discall da almeno 4 mesi. Possono chiederlo anche i titolari di reddito di cittadinanza dopo aver firmato il patto per il lavoro.

Draghi rinnova un vecchio istituto per aiutare i lavoratori

Anche se si chiama così, l’assegno di ricollocazione non è un vero assegno consegnato ai lavoratori in difficoltà. Non c’è nessuna erogazione diretta di denaro. L’importo del cosiddetto assegno verrà versato dallo Stato ai Centri per l’Impiego o alle Agenzie per il Lavoro dopo che il disoccupato avrà firmato il relativo contratto.

L’assegno per chi percepisca il reddito di cittadinanza

Coloro che avevano i requisiti per il reddito di cittadinanza di solito non chiedevano l’assegno di ricollocazione. Adesso che le due misure sono sovrapponibili senz’altro anche i corsi per la riqualificazione lavorativa saranno più frequentati. In particolare i disoccupati che beneficeranno di questa misura avranno solo 30 giorni per scegliere il soggetto presso cui svolgere il corso di riqualificazione.

Draghi rinnova un vecchio istituto per aiutare i lavoratori. Ma interpretato in chiave più moderna questo istituto vuole essere un vero input per quelle strutture di collaborazione pubblico-privato. Infatti il Centro per l’Impiego o l’Agenzia per il Lavoro prescelta dovranno fornire assistenza al beneficiario dell’assegno. Dovranno assisterlo nella ricerca attiva di un impiego per 6 mesi. Se al termine la somma di euro 5 mila non sarà stata interamente utilizzata l’attività di assistenza sarà prolungata.

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