Draghi lascia con un colpo di scena clamoroso!

 Nell’ultima recente audizione presso il parlamento europeo Mario Draghi ha, certamente in modo non casuale rispetto alla fine del suo mandato, ritenuto di aprire le porte alla moderna teoria detta MMT che da anni sosteniamo.

La cosa è passata discretamente sotto silenzio visto che la MMT è osteggiata come la peste specie da Berlino.

E si badi bene che detto o non detto, ufficializzato o meno che sia stato è risultato evidente l’utilizzo di detta teoria da parte di Stati con la sovranità monetaria intatta tipo Stati Uniti e Gran Bretagna in particolare.

L’immissione del denaro tradizionale

Le tradizionali modalità di immissione del denaro sono queste: le banche o le grandi istituzioni finanziarie acquistano debito pubblico e poi la banca centrale, tramite QE o TLTRO che dir si voglia, riacquista i bond governativi immettendo di fatto nuovo denaro nel sistema.

Ma i difetti rivelatisi in questi anni sono principalmente due:

1 le banche, alle prese coi propri atavici (2008) problemi, non sempre rimettono in circolo nell’economia reale la quantità di denari necessaria per alimentare il ciclo economico

2 la quota ripagata comprende sempre e solo il capitale e mai gli interessi per cui l’economia reale accumula debito anche senza volerlo.

Un meccanismo perverso che distrugge ricchezza per compensare un debito di cui una parte non ha riscontro in moneta disponibile: una vera assurdità.

Cos’è la MMT

La MMT (Modern Monetary Theory, in italiano Teoria Monetaria Moderna) è una teoria economica che se applicata cambierebbe la struttura stessa dell’economia.

Di fatto anziché dare i soldi alle banche e da queste allo Stato tramite l’acquisto dei suoi bond qui è la banca centrale che finanzia direttamente la spesa pubblica stampando denaro fresco.

Con una simile modalità nessun governo potrebbe mai più dire che non ci sono i soldi in relazione alla spesa pubblica.

Non vi sarebbe più infatti la necessità di ricorrere al  debito e volendo nemmeno più pretendere tasse.

Questo perché i denari necessari sarebbero direttamente stampati.

In sostanza, i soldi per pagare i servizi pubblici, ed erogare stipendi e pensioni ci sarebbero sempre ed in automatico..

Draghi davanti a un parlamento attonito ha infatti sinteticamente illustrato come si muove la politica monetaria attuale (ovvero appunto, tramite l’immissione di denaro da parte dalla BCE nel sistema bancario privato per la via dell’ acquisto di titoli di Stato).

Dopo di che il Governatore della BCE uscente, si è chiesto se questa sia la maniera migliore per le banche centrali per contribuire ad affrontare problemi attuali.

E poi è entrato nello specifico richiamando l’attenzione sulle urgenze del cambiamento climatico e delle diseguaglianze sempre più evidenti e non solo nei Paesi più poveri.

Quasi incredibilmente, visti i comportamenti di questi anni, si è risposto di no.

Le modalità

«Alcune delle nuove idee a proposito della politica monetaria, come la MMT o studi come quello recentemente presentato da vari autori tra cui il professor Fisher, così come altri di altri autori, suggeriscono diverse maniere di incanalare il denaro nell’economia. Queste sono oggettivamente idee piuttosto nuove che non sono state discusse dal Consiglio Direttivo; le dovremmo considerare, ma non sono state testate».

Sul fatto che non siano state testate nutriamo qualche dubbio…

Perché la FED ha chiaramente comprato anche titoli corporate dalle banche di fatto li ha come immessi direttamente nell’economia reale…cosa che la BCE non ha fatto e la differenza di andamento economico si è vista eccome…

Ovvia l’esultanza di chi la MMT la sostiene da anni..

Si tenga conto che per i soli investimenti necessari a contrastare il cambiamento climatico servirebbe circa l’equivalente di un QE all’anno da qui al 2030.

Come agirà la Lagarde?

Quindi pur limitando la MMT verso obbiettivi mirati e semmai quantificati come agirà la donna che succederà a Mario Draghi: la francese Christine Lagarde?

E’ un vero peccato che Draghi abbia sfondato questo muro  solo alla fine del proprio mandato.

Riportiamo un pensiero di qualche mese fa della Christine Lagarde che non promette molto di buono al riguardo della MMT:

“Non pensiamo che la teoria monetaria moderna sia una panacea. Non pensiamo che alcun Paese sia attualmente in una posizione grazie alla quale quella teoria potrebbe portare del buon valore in una maniera sostenibile”.

Poi una piccola valvola di speranza:

“Se un Paese si trova in una trappola della liquidità e c’è’ una deflazione, in tali circostanze potrebbe funzionare per un breve periodo di tempo.”

Il problema è che qua si rischia di vedere prezzi in aumento o almeno in tenuta non deflattiva a fronte di un crollo produttivo (in Germania già in corso) ed occupazionale.

Riuscirà la Lagarde ad essere obbiettiva e a realizzare quanto Draghi ha soltanto lanciato come sasso a fine mandato?
Senza proclami ed eccessi la struttura stessa e la sopravvivenza dell’Unione Europea potrebbero dipendere da questa scelta…

Approfondimento

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