Draghi e BCE: cosa potrebbe piacere ai mercati

La notizia che farebbe letteralmente volare i mercati azionari e obbligazionari al 99,9% non ci sarà: Draghi e BCE non apriranno i cordoni della borsa per estendere i propri interventi di sostegno monetario al riacquisto di asset tossici.

Eppure questo tipo di manovra ha sortito effetti decisivi per il rilancio, tuttora fortemente in corso, dell’economia americana.

Eppure anche in Gran Bretagna manovre simili, anzi con le nazionalizzazioni bancarie oserei dire più radicali, hanno consentito all’economia di tenere il passo nonostante la situazione di incertezza che sta accompagnando il distacco della BREXIT.

Ma tant’è, sappiamo quali forze conservatrici governano l’Unione europea e la BCE. Nello specifico è normale dubitare fortemente che anche in una fase di recessione alle porte come questa si decidano a un cambiamento così significativo.

Draghi e BCE: soluzioni tampone

Dell’LTRO in arrivo abbiamo già scritto.

Ben difficilmente questa manovra avrà ulteriore impatto oltre all’inizio positivo accoglimento da parte degli operatori.

Certamente le grandi istituzioni sanno ora di avere le spalle coperte da nuova potente liquidità a tasso zero ma questo non basterà per accelerazioni rialziste importanti nel breve termine.
Draghi e BCE sanno bene che l’ LTRO è una soluzione tampone priva di contenuti intrinseci di rilancio economico.

Cosa potrebbe dire Draghi per scaldare i mercati azionari?

Draghi e BCE hanno diverse armi da poter comunque sfruttare per dare la carica ai mercati:

– chiaramente una dichiarazioni di intenti nitida e precisa sulla disponibilità a continuare ad allargare la base monetaria che sia sotto forma di QE o anche solo di LTRO piacerà ai mercati;

– se a questo si aggiungessero anche news su aspettative di una rapida ripresa del ciclo economico europeo, il barometro si sposterebbe ancora più stabilmente sul bel tempo in Borsa;

– l’ideale sarebbe che poi Draghi, così come spesso ha bacchettato l’Italia, ora lo facesse anche con la Commissione UE.

Un Draghi e BCE che non hanno disponibile la leva dei tassi ( da tempo fissati a zero) trarrebbero grande beneficio da una netta divergenza sulle direttive politiche di Bruxelles.

In sostanza il condimento ideale per le mosse monetarie espansive della BCE sarebbe una altrettanto politica espansiva della UE sui bilanci nazionali.

Basterebbe anche un soffio di parole in questa direzione per scaldare i motori delle Borse…è chiedere troppo?

Oggi la risposta.

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