Dovremmo iniziare a preoccuparci se vuoti di memoria e cambi d’umore improvvisi entrano nella nostra vita quotidiana anticipando possibili malattie cerebrali degenerative

Siamo arrivati a un punto della nostra vita in cui sta diventando normale avere paura di tutto. Nell’era della tecnologia senza frontiere, l’uomo è anche esposto a qualsiasi tipo di malattia. Nonostante i progressi incredibili della scienza e il prodigarsi quotidiano dei ricercatori. Circondati da allarmismi e catastrofismi, al primo doloretto chiamiamo il povero medico di famiglia. Come se non bastassero tutte le magagne che deve curare quotidianamente a centinaia di pazienti. Poi ci sono invece le malattie subdole, quelle che colpiscono lentamente o, all’improvviso, cambiando la nostra vita. E quella dei familiari. Dovremmo iniziare a preoccuparci se vuoti di memoria e cambi d’umore improvvisi entrano nella nostra vita quotidiana anticipando possibili malattie cerebrali degenerative.

La famosa prova del parcheggio

Sostengono gli esperti che una delle prime manifestazioni della malattia degenerativa del cervello sia dimenticarsi dove abbiamo parcheggiato la macchina. Oppure, tornare a casa senza bicicletta, convinti di averla lasciata in garage. Ecco, queste potrebbero essere 2 classiche situazioni in cui il nostro cervello comincia ad andare in tilt. Diciamo subito che mantenere il cervello e le sue funzioni in forma è uno degli alleati preventivi. Come abbiamo visto nell’articolo di approfondimento a fine lettura. Secondo le statistiche ogni anno in Italia vengono diagnosticati più di 200.000 nuovi casi di malattie degenerative del cervello.

Dovremmo iniziare a preoccuparci se vuoti di memoria e cambi d’umore improvvisi entrano nella nostra vita quotidiana anticipando possibili malattie cerebrali degenerative

Come ricordato in questo studio, anche stress e stanchezza concorrono ai classici vuoti di memoria quotidiani. Come dimenticare di aver dato da mangiare al cane o al gatto. Lasciare in giro per la casa chiavi e portafogli. Ma, fanno parte dell’ordinarietà, al di là dell’età. Più preoccupante, invece, quando siamo in difficoltà a riconoscere luoghi frequentati. A ricordare nomi di amici e parenti stretti. A collegare semplicissimi ragionamenti che prima riuscivano a menadito. Attenzione anche, come sostengono i medici a quando il vuoto di memoria si accompagna all’ansia e allo sbalzo di umore.

In questo caso, 3 indizi fanno una prova, come sosteneva la regina del giallo Agatha Christie.

Qualche buon consiglio per mantenere cervello e cuore attivi

Cuore e cervello sono spesso collegati e collegabili. Una buona circolazione sanguigna e una altrettanto efficace ossigenazione aiuterebbero cuore e cervello. I consigli degli esperti in tal senso sono sempre quelli, ma fondamentali:

  • una dieta equilibrata, povera di grassi e ricca di nutrienti;
  • no al fumo e all’abuso di alcol;
  • attività sportiva e fisica quotidiana;
  • meno stress e più hobbies;
  • dormire almeno 7/8 ore a notte per riposare il cervello e tutto il fisico.

Approfondimento

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