Dove e come fare spesa gratis in Italia

Un focus per capire dove e come fare spesa gratis in Italia. La povertà, stando agli ultimi rilievi operati dal Censis, è in costante e progressivo aumento. Una realtà di fatto con la quale, volenti o nolenti, ci si deve confrontare. Ma, accanto a questa notizia, tutt’altro che confortante, c’è un movimento in controtendenza che sopraggiunge a sostegno delle realtà più disagiate. Anche perché ora, nel post emergenza coronavirus, le situazioni di disagio sono cresciute anche nel cosiddetto “ceto medio”, magari messo fuori gioco lavorativamente parlando dalla sera per la mattina. Vediamo quindi di capire dove e come fare spesa gratis in Italia.

Il nuovo modo di fare spesa

La nuova spesa che non richiede il ricorso al portafogli, passa per gli empori. O meglio, per gli “empori solidali” che, nel giro di qualche anno, hanno già superato quota 200 in tutta Italia. La diffusione, a livello territoriale, è abbastanza capillare ma, come sempre, ci sono alcune regioni che sono un’eccellenza nell’offerta di questi punti spesa. Al di là delle peculiarità, adottate caso per caso, vediamo qual è la costante rintracciabile un po’ ovunque.

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Il meccanismo è, per lo più, il seguente. I nuclei familiari o le persone che si trovano in situazioni di perdurante o momentanea difficoltà economica, ricevono una tessera. Grazie a questa card, i beneficiari vengono messi nelle condizioni di fare la spesa, sia di generi alimentari, sia di prodotti di prima necessità. In alcuni casi, è possibile anche avanzare richieste di servizi di assistenza mirata sul territorio.

Requisiti di accesso agli empori

Come anticipato, ogni realtà locale fa un po’ storia a sé, ma è comunque possibile individuare dei tratti, più o meno costanti, per avere accesso agli empori. Tra i requisiti generalmente richiesti si annovera la residenza nel comune in cui ha sede l’emporio. A seguire, un certo scaglione Isee, lo stato di disoccupazione, l’iscrizione a un centro per l’impiego, ma anche la presenza di figli minori nel nucleo familiare. Comunque, una volta individuato l’emporio che più fa al caso proprio, meglio informarsi direttamente per conoscere tutti i dettagli.

Aree geografiche coinvolte

Come anticipato sopra, la soglia di empori solidali a cui si è pervenuti, negli ultimi tempi. ha superato le 200 unità. La dislocazione coinvolge quasi tutte le regioni italiane e la gestione è, per lo più, in mano a persone che prestano la propria opera volontariamente. A titolo meramente esemplificativo, segnaliamo un link aggiornato a dicembre 2018 dove sarà possibile reperire un elenco dei vari empori. La suddivisione è fatta per regione, con annessi nominativi dei punti spesa, sedi, indirizzi, e-mail e recapiti telefonici dei vari empori.

Tra le regioni più attive, la Lombardia con 25 punti spesa, l’Emilia Romagna con oltre 20 realtà attive. A seguire il Veneto e il Piemonte con quasi 20 punti per singola regione. Comunque, va segnalato che esiste, almeno, un emporio anche nelle regioni di più ridotte dimensioni, come la Basilicata e la Valle d’Aosta. Per di più, almeno in questo caso, non sembra esserci discriminazione tra nord e sud Italia. Per cui, anche al sud è possibile reperire una certa varietà di empori. Pertanto, basterà informarsi, capire quali sono gli specifici requisiti di accesso e conoscere la procedura da seguire, per attivare il beneficio.

I prodotti e servizi degli empori

Questi supermercati solidali, a quanto ci è dato sapere, puntano tendenzialmente a recuperare i cosiddetti “sprechi”, rimettendoli in circolo a beneficio delle persone. I beni che è possibile reperire sono quelli cosiddetti “di prima necessità”. Gli empori, a livello di primo impatto visivo, somigliano a piccoli market, ma vi è anche di più. Infatti, molte di queste realtà, accanto al supporto materiale di beni di prima necessità, offrono anche servizi. Quali? Molto semplicemente, gli operatori possono erogare anche servizi e percorsi di orientamento, oltre ad itinerari di formazione, inclusione e socializzazione. Ecco individuato dove e come fare spesa gratis in Italia.

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